Sport

ESCLUSIVA. Alessio Rizzo: “La promozione con l’Avellino è stata bellissima. Tornare al Catania sarebbe fantastico”

In esclusiva per il nostro giornale abbiamo intervistato Alessio Rizzo, giovane centrocampista dell’Avellino e prodotto delle giovanili del Catania.

Con la formazione rossazzurra Rizzo ha giocato per oltre 10 anni fino allo scorso gennaio quando, per la voglia di giocare, scelse di andare ad Avellino, in Serie D.

Alessio, innanzitutto come stai? Sei reduce da un infortunio che ti ha tenuto, purtroppo, lontano dai campi per diversi mesi?

Da circa un mese riesco finalmente a correre. Sono stati mesi lunghi e faticosi perché a causa di un’infiammazione al ginocchio sono rimasto fermo senza poter giocare. Mi spiace tanto perché l’infortunio è avvenuto proprio al debutto con la maglia dell’Avellino e proprio nella prima gara, in cui fra l’altro ero stato scelto come titolare, ho avvertito un dolore fortissimo al ginocchio che mi ha costretto ad accasciarmi a terra senza riuscire più a muovermi. È stato l’inizio di un incubo, ma adesso finalmente sembra tutto passato.

Nonostante l’infortunio come valuti l’esperienza avellinese conclusasi con la promozione in Serie C della formazione campana?

Il mio rammarico è stato proprio non poter far vedere il mio valore. Al debutto il mister mi fece esordire come titolare schierandomi come mediano nel 4-4-2 che, pur non essendo il ruolo che prediligo, è una posizione che ho occupato nelle giovanili del Catania e avevo tanta voglia di mettermi in mostra, poi al 65esimo il dolore di cui ti parlavo ha interrotto tutti i miei desideri. Nonostante tutto, però, posso dire che questi mesi in Irpinia sono stati fantastici perché Avellino, come Catania, è una piazza molto calda e nel cammino fino alla promozione ci hanno seguiti tanti sostenitori, anche in trasferta, e giocare con tanti tifosi al seguito è davvero fantastico. Posso dire che, anche se non l’ho vissuta in prima persona, questa promozione con l’Avellino è l’esperienza professionale più bella mai vissuta.

Adesso la tua posizione contrattuale qual’è?

A gennaio per poter andare a giocare in Serie D, ho scelto di svincolarmi dal contratto che il Catania mi aveva fatto firmare lo scorso anno. Purtroppo, infatti, per andare a giocare in Serie D non è possibile trasferirsi con la formula del prestito da una squadra di LegaPro e quindi decisi di rescindere il contratto con il Catania e firmare fino a giugno 2019 con l’Avellino. Dal 1° Luglio sarò libero e al momento non so ancora dove giocherò il prossimo anno.

Ti piacerebbe restare in Campania o sogni di tornare a vestire il rossazzurro?

Al momento non so davvero cosa accadrà. Ad Avellino c’è una società importante che sicuramente vorrà fare bene anche in Serie C, ma attualmente non c’è certezza né sulla guida tecnica né tantomeno nello staff dirigenziale e quindi non ho avuto alcun segnale sulla possibilità di continuare il rapporto anche in C. Tornare al Catania per me sarebbe un sogno perché, dopo aver giocato per oltre 10 anni con la maglia rossazzurra addosso, giocare in C con il Catania sarebbe il massimo, ma in ogni caso spero davvero di poter giocare in Serie C e dimostrare il mio valore.

Tu, comunque, fino a dicembre hai fatto parte della rosa del Catania in Serie C sotto la guida tecnica di Andrea Sottil. Ecco, vivendo in prima persona lo spogliatoio di Torre del Grifo che sensazioni percepivi all’interno del gruppo costruito dalla dirigenza etnea?

Posso dire che l’inizio di stagione è stato molto particolare: come tutti sanno siamo passati dalla gioia enorme per il ripescaggio allo stare fermi per oltre 70 giorni per capire in che campionato giocare. È stato un ritiro estivo lunghissimo e poi siamo stati costretti a giocare ogni tre giorni per recuperare le partite rinviate. È stato davvero complicato, però posso dire che all’interno dello spogliatoio il gruppo era abbastanza affiatato anche grazie ai giocatori più esperti come i vari Biagianti o Marchese ed alla presenza costante di un dirigente come Lo Monaco che non perde mai un allenamento.

Per chiudere, se volessi lanciare un messaggio a qualche dirigente che cerca un giovane promettente cosa gli diresti?

Beh ho tanta voglia di giocare dopo questi mesi in cui sono stato fermo e in questo momento accetterei qualunque offerta. Non nascondo che mi piacerebbe tentare l’avventura al Nord (già vissuta in parte due stagioni fa quando andai in prestito all’Union Feltre in Veneto) dove avrei l’opportunità di crescere anche sotto l’aspetto umano mentre dal punto di vista tattico a me piace molto il ruolo da trequartista che mi permette di essere libero nella zona centrale del campo. Vedremo cosa accadrà anche se una chiamata da Torre del Grifo sarebbe davvero il massimo per un catanese come me che sogna di vincere con la maglia della propria città.

In alto