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[ESCLUSIVA] Ciccio Graziani: “Tifo Catania nei playoff. Quelli vinti a Taranto li ricordo con gioia. Pellegrino è un caro amico e un tecnico molto preparato”

Ciccio Graziani nella panchina del Catania

In esclusiva per la nostra redazione, è intervenuto ai nostri microfoni Ciccio Graziani, indimenticato attaccante della nazionale Campione del Mondo nel 1982 e bomber di Torino e Roma tra gli anni ’70 e ’80. Sotto la gestione Gaucci, nella stagione 2001/02, è stato l’allenatore del Catania che conquistò la promozione in Serie B.

Ecco le sue dichiarazioni in risposta alle nostre domande:

Buongiorno mister Graziani, tra una settimana inizieranno i playoff di Serie C che vedranno ai nastri di partenza anche il Catania di Lucarelli. Che sensazioni ha in merito al cammino dei rossazzurri?

I playoff sono una lotteria perché’ si riazzera tutto. Se indovini una serie di gare positive, puoi ottenere ciò che il campionato non ti ha dato. Saranno poi playoff particolari rispetto agli anni passati perché’ si giocherà a porte chiuse e questo, sinceramente, può essere un piccolo handicap per il Catania. L’assenza dei sostenitori rossazzurri non è cosa da poco per il Catania, perché il pubblico etneo spesso è il dodicesimo uomo in campo. Però giocherai anche fuori casa senza pubblico e, quindi, alla fine prevarranno testa e gambe dei calciatori. Io faccio il tifo per il Catania perché  un’eventuale promozione sarebbe davvero miracolosa e potrebbe anche essere un incentivo in più per riaccendere la passione nel popolo catanese.

Lei conosce bene il pubblico catanese. Tutt’ora, Ciccio Graziani rimane l’ultimo allenatore ad aver vinto dei playoff sulla panchina del Catania. 9 Giugno 2002, Taranto, Catania promosso in Serie B. Che ricordi ha di quel momento?

Eravamo obbligati a vincere perché l’anno prima avevamo perso il doppio confronto contro il Messina ed era impensabile perdere nuovamente. Avevamo alle spalle una società forte ed una squadra tecnicamente molto valida e andammo a Taranto, un ambiente davvero particolare, con la consapevolezza che dovevamo vincere. Siamo stati bravi e fortunati e quando tornammo a Catania, ricordo ancora, c’erano oltre 12mila persone ad attenderci allo stadio.

Ci dice cosa provò al goal di Fini segnato nella gara di andata al Cibali?

Tantissima gioia per un goal che ci fece vincere la partita e ci concesse di andare in trasferta con maggiore tranquillità. Quello che ricordo con piacere e che dissi all’intera squadra di allora: “Andiamo oltre qualsiasi ostacolo”. E così fu grazie ad un gruppo con un gran carattere, con gente come Iezzo e Baronchelli che erano davvero dei leader carismatici

Seduto accanto a Lei in panchina, come collaboratore tecnico, c’era Maurizio Pellegrino. Oggi Pellegrino è il rappresentante di un nuova S.P.A. formata per rilevare le quote del Calcio Catania. Ci descrive meglio Maurizio Pellegrino?

“Purtroppo non lo sento da tanto ma voglio davvero bene a Maurizio. Abbiamo trascorso insieme momenti particolari e gli siamo stati accanto anche quando ha avuto in mano la prima squadra. È un bravissimo ragazzo, molto preparato tecnicamente e calcisticamente, ricordo che si aggiornava continuamente e ha sempre avuto idee innovative. Ho dei bellissimi ricordi con lui ed anche con Fabio Pagliara, che conosco personalmente, e mi auguro che riescono a portare al termine questa trattativa. Sinceramente sono un po’ preoccupato, però, perché è una trattativa che sta durando da troppo tempo ed, invece, andava chiusa prima. Certo la situazione debitoria del Calcio Catania è notevole e il momento storico non aiuta gli imprenditori ad investire, però mi auguro che tutto si risolva al più presto ed il Catania possa tornare ai livelli che gli competono”.

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