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ESCLUSIVA: Francesco Moriero: “La perdita di Ferrigno un duro colpo, con lui a Catania ho passato bei momenti”

Dopo la triste notizia legata alla morte di Fabrizio Ferrigno, ex dirigente del Catania, scomparso all’età di 47 anni a causa di un male incurabile, la nostra redazione ha contattato telefonicamente il tecnico Francesco Moriero, allenatore rossazzurro nella stagione 2015-2016 quando il Direttore Sportivo era proprio Ferrigno.

Mister, purtroppo ci troviamo a commentare una notizia che ha sconvolto tutti?

Ero a conoscenza che Fabrizio stesse male da parecchio tempo, ma quando mi è giunta la notizia ho sofferto tanto. In questi mesi ci sentivamo spesso e lui scherzava sempre nonostante la malattia, era sempre molto positivo e mi diceva che non capiva perché io fossi senza squadra. Ho davvero un ricordo splendido di Fabrizio perché oltre al rapporto professionale, si era creato un rapporto di amicizia sincero che ci permetteva di scambiarci idee e suggerimenti.

Un rapporto che si venne a creare proprio a Catania quando nel 2016 lei fu ingaggiato per allenare la squadra rossazzurra

 Si, si venne a creare subito un legame forte già al primo incontro. Stavamo sempre insieme e parlavamo giorno e notte della squadra e di quello che potevamo fare per salvare una stagione che rischiava di concludersi con la retrocessione. A salvezza raggiunta ci abbracciammo forte perché avevamo raggiunto un obiettivo che in molto non credevano. Fabrizio mi è stato accanto e mi ha aiutato nel limare quei difetti che, a volte, io non vedevo. Da lì è iniziato un rapporto che è durato anche negli anni successivi e, infatti, ci sentivamo spesso perché gli chiedevo consigli considerando la sua enorme conoscenza di tantissimi calciatori. Successivamente mi stupì che un dirigente capace come lui fosse rimasto fuori dal giro dopo che sia a Catania che a Pagani l’anno successivo riuscì a fare grandi cose. Posso affermare senza problemi che nella mia carriera ho avuto tanti direttori ma Fabrizio era davvero un grande dirigente e soprattutto una bravissima persona.

Passando al calcio attuale qual’è la sua idea sulla stagione di Serie C che è appena iniziata?

Purtroppo, il COVID sta condizionando tutte le partite perché, soprattutto dal punto di vista ambientale, stiamo assistendo a partite che non hanno la stessa atmosfera di quando sugli spalti ci sono i tifosi. Nonostante ciò, il girone C è come sempre un girone di ferro, composto da tante squadre blasonate che puntano alla promozione ma sarà sempre il campo a determinare i valori in gioco. Sicuramente il Bari ha qualcosa in più e l’inizio di campionato lo sta dimostrando, poi dietro ci sono le altre come la Ternana, il Teramo o il Palermo che ha ingaggiato un ottimo allenatore come Boscaglia.

Il Catania come lo vede? Può inserirsi nella lotta promozione?

 È stato scelto un allenatore come Raffaele che ha ben fatto nelle stagioni precedenti a Potenza e, dopo i vari problemi societari, la nuova dirigenza ha costruito una squadra importante con giocatori di valore. Però, ripeto, come accaduto nelle stagioni precedenti quando a vincere furono società come Juve Stabia e Reggina, sarà il campo a determinare i veri valori.

Per chiudere, dopo tanti anni si è chiusa l’era Pulvirenti a Catania con il passaggio di proprietà alla SIGI. Qual è il suo ricordo del vecchio proprietario?

Io sono stato pochi mesi ed in quel periodo Pulvirenti aveva problemi personali che non ci permisero di incontrarci e, infatti, io trascorrevo il mio tempo con Fabrizio Ferrigno e Giuseppe Bonanno che mi facevano sentire accanto la presenza della dirigenza. Mi auguro che questa nuova proprietà possa portare il Catania nelle categorie che più gli competono perché, sinceramente, il club rossazzurro non c’entra nulla con la LegaPro. Bisogna però farsi un bagno di umiltà e capire che in questo momento la realtà dice che il campionato da disputare è la SerieC e lo devi affrontare con la grinta e la voglia di vincere una guerra. Mi auguro di vero cuore che il Catania possa ritornare al più presto in Serie A.