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Esecutivo provinciale Fai Cisl: settore agricolo con luci e ombre

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Catania, 18 maggio 2015 – Oltre la metà degli operai forestali del Catanese sarà avviato a lavoro nei prossimi giorni: più di 1000 i cosiddetti 151isti e i circa 1000 dell’antincendio. E anche gli stagionali del Consorzio di bonifica stanno già lavorando per il numero di giornate della garanzia occupazionale. Sono tra le poche buone notizie date oggi nel corso dell’esecutivo provinciale della Fai Cisl, dal segretario generale provinciale Pietro di Paola.

Per il resto, il riflettore puntato sul settore dal sindacato dei lavoratori agroalimentari della Cisl ha messo in evidenza più criticità che altro: calo degli addetti sotto i 30mila, lavoro nero oltre il 20% e sfruttamento dell’immigrazione.

All’incontro, hanno partecipato anche Fabrizio Colonna, segretario generale regionale Fai Cisl Sicilia, e Rosaria Rotolo, segretaria generale Cisl Catania.

«Il settore agricolo etneo è in grande sofferenza – sottolinea Di Paola – perché la crisi non accenna ad allentare e il numero di addetti iscritti agli elenchi è già sceso al di sotto di 30mila. Accanto a questo, dobbiamo registrare una quota di lavoro nero che si aggira al di sopra del 20 per cento, il ritorno del caporalato e lo sfruttamento di manodopera straniera».

Una crisi spesso accampata a scusa anche nel settore alimentare. «L’industria alimentare non ha subito una vera crisi, solo che le piccole aziende del territorio spesso la dichiarano per avere magari le mani più libere per operare. Siamo molto attenti, per evitare soprusi ai danni dei lavoratori. Purtroppo, la realtà è che non sembra ci siano imprenditori privati capaci di progettare a medio o lungo termine. Quello che sembra è che anche qui si viva alla giornata».

Eppure una efficiente filiera agroalimentare avrebbe buone potenzialità per contribuire allo sviluppo. «Nel 2014 – sottolinea Rotolo – il settore agroalimentare siciliano ha aumentato l’export di quasi il 4 per cento. Significa che non solo per Catania, ma anche per il Distretto del SudEst, è una presenza caratterizzante e di eccellenza dove devono essere protagonisti dai produttori agricoli alle fabbriche, così da garantire quel legame con il territorio e sbocchi più competitivi per i nostri prodotti».

Nel settore forestale e in quello della bonifica, Di Paola ha criticato la Regione per «il balletto di soli tagli che ricadono quasi esclusivamente sulla parte più debole, il lavoratore. È necessario che la Regione cambi indirizzo e dia certezze. La Fai non resterà a guardare che si distrugga un settore che potrebbe essere volano di sviluppo, tanto nella valorizzazione del patrimonio forestale quanto in quello agricolo e agrumicolo».

Il Consorzio 9 di bonifica di Catania è gravemente deficitario di personale e quindi non in grado di fornire soddisfacenti servizi al vasto bacino d’utenza. Anche se con la delibera dell’aprile scorso, è stato dato seguito a inquadrare il personale a tempo indeterminato, sono rimasti 146 posti disponibili da coprire su 279 previsti nel POV, Piano di Organizzazione Variabile.

Dagli operai forestali e delle bonifiche potrebbero arrivare opportunità per il territorio. Così la pensa Colonna. «Due terzi del territorio siciliano – rimarca – è a rischio idrogeologico per assenza di politiche mirate al recupero ambientale e alla corretta gestione delle acque. Se gli operai venissero posti in sinergia nella lotta al dissesto del territorio si potrebbe avere anche un risparmio notevole. Per il resto, siamo soddisfatti per i risultati ottenuti e inseriti nella Finanziaria regionale: gli operai forestali resteranno nel bilancio della Regione Siciliana».

Colonna poi ha salutato con piacere la nomina del dottor Antonino De Marco alla direzione dell’Azienda forestale di Catania, «per le sue indubbie capacità nella progettazione dei fondi comunitari europei».

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