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Ex Provincia Regionale di Catania, Mazzeo e Viglianesi (Ugl): “Fase di stallo e gestione legislativa paradossale, a pagare sono i lavoratori che vivono nell’incertezza”

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riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Tra le numerose vertenze sindacali in atto nella città etnea, si sta facendo sempre più concreto il rischio di una grave crisi nel campo del pubblico impiego, i cui protagonisti sono i dipendenti della ex Provincia Regionale di Catania. A lanciare l’allarme anche la segreteria territoriale dell’Ugl di Catania con il suo segretario Carmelo Mazzeo e con il responsabile provinciale del settore Autonomie locali Giuseppe Viglianesi, attaccando duramente il Governo regionale: “La tanto sbandierata cancellazione delle Province regionali, rivelatasi una delle tante operazioni gattopardiane dell’improvvisatore al Governo regionale, al secolo Rosario Crocetta, oltre ad essersi prontamente sgonfiata nella sua sostanza politica oltre che merito legislativo, essendo stata sonoramente bocciata da Palazzo Chigi, ha confermato la manifesta incapacità di chi attualmente ha la responsabilità di guidare la nostra Regione. Bastava infatti recepire, con le opportune modifiche una legge nazionale di rango costituzionale, per superare una fase di stallo che giorno dopo giorno rischia di creare effetti devastanti. Vittime predestinate di una gestione legislativa così paradossale – continuano Mazzeo e Viglianesi – non solo sono i cittadini che rischiano di non godere di scuole e strade e strutture pubbliche provinciali in perfetto stato, ma sono anche i numerosi dipendenti dell’ente provinciale che rischiano di non percepire più lo stipendio, subendo quotidianamente anche il singolare paradosso di lavorare per una struttura amministrativa priva di fondi in bilancio, senza obiettivi e con un carico di responsabilità non indifferente. Dopo aver distrutto la formazione professionale, il turismo, la sanità, dopo i flop degli interventi sul lavoro, delle riforme su acqua pubblica e appalti, dopo le confusionarie rotazioni di personale negli assessorati e la nomina di oltre trenta assessori in poco più di due anni, il Governo regionale sta per completare l’inaudita violenza perpetrata ai danni delle ormai ex Province. Diciamo basta ad una situazione non più sostenibile, che vede ancora oggi i lavoratori pagare dazio per colpe non loro. Chiediamo con forza ai partiti di maggioranza alla Regione – concludono Mazzeo e Viglianesi – di smetterla una volta per tutte con il balletto delle poltrone e pensare seriamente di risolvere in tempi brevi la questione dei nuovi organismi di secondo livello, nell’interesse esclusivo delle migliaia di lavoratrici e lavoratori, anche delle società partecipate, che ormai da diversi mesi attendono risposte concrete.

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