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Ex Qè. L’Incontro con Cesare Damiano e la speranza di tornare al Mise

PATERNO’.Le possibilità di un tavolo di crisi, al più presto, al Mise e la verifica circa la fattibilità di attingere a delle risorse regionali per tamponare in questa fase (si spera) transitoria.

Questa la sintesi dell’incontro di oggi, a Palazzo Alessi, tra il presidente della Commissione lavoro alla Camera dei deputati, Cesare Damiano, i rappresentanti sindacali, l’on. Luisa Albanella, il segretario generale di Cgil Catania, Giacomo Rota, Angelo Villari, Concetta Raia, il primo cittadino paternese Nino Naso ed i lavoratori dell’ex call center Qè che, da dieci lunghi giorni, hanno occupato un’ala del palazzo di città.

Parole che, fanno sì che rimanga accesa una flebile speranza, che possa al più presto la vertenza Qè volare al Mise, parole che rassicurano quando lo stesso Damiano afferma “Non alimento false speranze, ma qualcosa si sta pur muovendo.”

Mancano cinque giorni al fatidico 6 dicembre, data in cui scadranno i termini per aver diritto agli ammortizzatori sociali e adesso, come sottolinea Valentina Borzì, rsu Cgil di Qè,”Bisognerà correre contro il tempo affinchè riusciremo ad ottenere qualcosa.”

Dal canto suo, al termine della visita di Damiano, il primo cittadino, Nino Naso, ha ribadito la necessità a livello locale, regionale e nazionale di mettere insieme le forze e che le manifestazioni di solidarietà non bastano più. “Bisogna intervenire e portare le soluzioni, ciascuno deve fare la sua parte in questa delicatissima situazione –dichiara Naso.  – Adesso ciò che conta è la sostanza, l’intervento immediato. Questa situazione mi addolora, vedere questi ragazzi stanchi, nervosi essere stati privati della dignità da un malfattore. Lo stato, ha il diritto e dovere a livello giuridico di fare la sua parte per salvare, almeno, la dignità di questi lavoratori.”

Intanto si attende la convocazione di un tavolo di concertazione fra le parti da parte del presidente della Regione, Musumeci, promesso in settimana. Appuntamento che, con ogni probabilità, slitterà a martedì prossimo. 

Intanto l’occupazione dei lavoratori continua ad oltranza.

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