Cronaca

Ex Qè: oggi consiglio comunale straordinario, martedi tavolo tecnico

PATERNO’.Tra incontri, flash-mob, manifestazioni protrattasi per oltre 12 mesi, non c’è pace per gli ex lavoratori del call center Qè che il prossimo 6 dicembre si troveranno non solo senza lavoro ma anche se ammortizzatori sociali. Di fronte al silenzio che fa ancor più rumore di chiacchiere sterili, ad oggi, nulla si è mosso. La commessa Inps, colonna portante di quel che fu il call center Qè, non c’è. Condizione, questa, che non consente il reintegro delle forze lavoro, di tutti quei ragazzi, madri e padri di famiglia che, coraggiosamente, da mercoledì, hanno occupato ad oltranza i locali al piano terra di Palazzo Alessi, notte e giorno lì, per tentare il tutto per tutto e non far calare il sipario dell’indifferenza. Grande la solidarietà mostrata dalle parti politiche locali e non solo. Dal sindaco Naso che, con grande umanità non ha fatto mancare la sua presenza; agli onorevoli Fava, Albanella, Bertorotta, Torrisi, Galvagno, Zitelli, ai rappresentanti delle sigle sindacali, alla gente comune. 

Stamani alle 11:30 si è riunito intanto, in seduta straordinaria, il consiglio comunale paternese per far fronte alla delicata situazione degli ex lavoratori. Tutte le parti presenti politicamente si sono impegnate a sostenere i lavoratori. Le sigle sindacali hanno messo in primo piano la necessità che dall’incontro di oggi venisse stilato un documento firmato da tutta la commissione per portare la vertenza velocemente a Roma.

Il sindaco in sede di consiglio ha sottolineato  che il Prefetto martedì  avrebbe riunito un tavolo con le parti a condizione che venisse sospeso il presidio. Condizione rifiutata categoricamente dalla Cgil. 

Consiglio (sospeso per un’ora dopo momenti di tensione, ripreso alle ore 14:30 e protrattosi per un altra ora) che si è concluso con la convocazione di un tavolo tecnico da parte del presidente della regione, Nello Musumeci, direttamente con Roma, su richiesta dell’on.Zitelli.

La seduta si è sciolta alle 15:30 e tutti i consiglieri presenti hanno rinunciato al  gettone di presenza.

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