Cronaca

“Fate rispettare la Costituzione”: la lettera di un catanese alle alte cariche dello Stato

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

AI PRESIDENTI DÌ CAMERA E SEANATO

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

A TUTTI I DEPUTATI E SENATORI DELLA REPUBBLICA ITALIANA

 

OGGETTO: I DISOCCUPATI E LA COSTITUZIONE

 

Illustrissimi,

sono disoccupato da più di tre anni, ho 59 anni e 37 anni di contributi, sono VECCHIO PER IL LAVORO E GIOVANE PER LA PENSIONE.

Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché non viene rispettata la nostra costituzione  che nell’ articolo 38 (Titolo III) recita:

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere  ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle  loro esigenze  di  vita  in  caso  di  infortunio,  malattia,  invalidità  e  vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

L’assistenza privata è libera.

Leggo < sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. >

<I lavoratori hanno diritto che siano preveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro  esigenze  di  vita >

Caro Presidente della Repubblica Le chiedo di far rispettare la costituzione, visto che i nostri padri fondatori avevano pensato a tutto, e di concerto con i presidenti di Camera e Senato si assicuri che venga calendarizzata in Parlamento la discussione sul Reddito di Cittadinanza.

Al Presidente del consiglio ricordo soltanto che non è stato eletto dal popolo italiano e non ritengo giusto che voglia cambiare la Costituzione.

Ai parlamentari di Camera e Senato, che vanno in tv a predicare, consiglio un  esame di coscienza e chiedo di mettersi nella MIA CONDIZIONE:  è vergognoso il fatto che non si taglino indennità e diaria ad eccezione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Vi chiedo di fare la Vostra parte e non rimanere attaccati alla poltrona, rendeteVi utili  al popolo che Vi ha eletti.

Cosa deve fare un uomo come me ridotto alla povertà? Chiedere l’elemosina o suicidarsi? Non lo farò in nome della dignità che oggi viene calpestata e per le persone e le cose  che amo e amerò sino alla morte.

                                                                                                  Firmato

                                                                             Pippuzzo Chinnici, disoccupato

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