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Fondi PAC alla mafia. Denuncia M5S in Europa

Ignazio Corrao

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

“L’agricoltura siciliana è in ginocchio, mortificata da una Politica Agricola Comune che sta sradicando i valori e la cultura sostenibile dei veri agricoltori siciliani. Il mio ruolo mi impone di denunciare che tramite i fondi della Politica Agricola Comune la Commissione sta finanziando la criminalità organizzata in Sicilia”. Questa la denuncia dell’eurodeputato siciliano del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao intervenuto poche ore fa in seduta plenaria a Strasburgo, sulla scia delle scottanti rivelazioni raccontate nell’inchiesta televisiva “Fondi rubati all’agricoltura”,  di Diego Gandolfo e Alessandro di Nunzio, vincitrice del Premio Morrione, sezione giovanile del Premio Ilaria Alpi, prossimamente in onda su Rainews.
“Per accaparrarsi i fondi – ha spiegato Corrao –  la mafia truffa, usa la violenza, intimidisce. Gli agricoltori sono costretti con la forza a cedere i terreni e molti sindaci, titolari di centinaia di ettari di terreni comunali, come Fabio Venezia primo cittadino di Troina ed ancora Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, sono oggi costretti a vivere sotto scorta. E’ una situazione insostenibile, soprattutto se si considera che tutti i terreni sequestrati alla mafia hanno percepito i fondi della PAC per il sostegno al reddito. Mi si ricorderà giustamente che esiste l’obbligatorietà della certificazione antimafia per poter beneficiare del sostegno al reddito agricolo, peccato però che l’obbligatorietà è richiesta per importi superiori ai 150 mila euro annui. Ma quanto terreno occorre per percepire 150 mila euro? 300 ettari, 3 kmq. Una superficie che supera di 1/3 quella di tutto il Principato di Monaco. La Commissione tramite l’Olaf, il Ministero, la Magistratura e le Forze dell’ordine sono al corrente della vergognosa situazione e del fatto che la maggior parte di questi fondi siano irrecuperabili per via della prescrizione. Ecco perché la Commissione Europea ha proposto di tagliarci circa 400 milioni di euro dai prossimi finanziamenti. Noi proponiamo una soluzione semplice e di facile applicazione, ovvero una banca dati dei beneficiari e l’abbassamento della soglia minima di 150 mila euro per la richiesta del certificato antimafia” – Chiosa Corrao- .

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