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“Genitori e figli: difficoltà e voglia di essere capiti”

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Nell’ambito della conferenza svoltasi ieri al Cortile Platamone, intitolata ‘genitori e figli: difficoltà e voglia di essere capiti’, si è discusso ed analizzato il processo di comunicazione tra genitori e figli e il difficile compito.
All’incontro sulle complesse e difficili dinamiche relazionali dei componenti di una famiglia, avente come relatore Salvo Noè e la dottor.ssa Monica Pezzina come moderatrice, era presente anche il consigliere comunale Giuseppe Castiglione.
La dottor.essa Pezzina ha dichiarato:

“E’ una sfera sociale che convoglia grosse tematiche, anche in contrasto tra di loro, in particolare è nel periodo adolescenziale che cominciano i primi contrasti con i figli. Proprio da qui iniziano le problematiche tra grandi e piccoli che, se non affrontati correttamente, possono produrre risultati disastrosi. Il ragazzo che devia dalle regole educative va rispettato nelle sue scelte perché, un opportuna osservazione e moderata cautela, si può dare fiducia al giovane dandogli l’opportunità di comprendere sulla base dell’errore commesso”.

Nella società di oggi c’è una fame di ascolto enorme. Guardare i propri genitori negli occhi e dire quello che i figli hanno nel cuore, senza paura di essere giudicati, è una prova di fiducia grande. Mancanza di ascolto si traduce in mancanza di amore. Ascoltare vuol dire essere accettati per quello che siamo.

In merito alla tematica dell’educazione dei figli il relatore Salvo Noè ha dichiarato:

“Lo stile educativo che riceviamo da piccoli ci porterà poi ad essere le persone che siamo ora, con i nostri punti di forza e debolezza. Essere stato figlio vuol dire gettare le basi per creare la nostra storia visto che ognuno di noi è lo specchio riflesso delle relazioni che abbiamo avuto durante la nostra esistenza. Da qui l’importanza delle regole: i precetti sono ordine e l’ordine è la trama in cui si intreccia la bellezza. Il caos può portare alle malattie sociali”.

“Educare significa aiutarli a diventare ciò che sono. Per farlo, dobbiamo imparare ad interferire il meno possibile sullo sviluppo del loro essere, offrendo al contempo quella presenza rassicurante e affettiva di cui hanno bisogno per sentirsi guidati e amati. ” Proiettare su di loro i nostri modelli mentali e farli sentire “bravi” quando si comportano esattamente come noi, fa fallire la nostra funzione e ostacola il loro cammino. Progetto difficile da attuare? No, se si comprende in prima istanza che ogni figlio è un universo che nasce. Il bambino rappresenta simbolicamente la forza del rinnovamento. Ecco perchè è basilare pure non promettere mai cose che non si possono mantenere”.

 

Cettina La Fata

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