Cronaca

Gli studenti della scuola Mazzini realizzano un cortometraggio sulla “Grande Guerra”

ADRANO – Un testo di narrativa storica sulla Grande Guerra che diviene pellicola. A realizzare il cortometraggio documentaristico, sono stati i ragazzi della 3° A dell’Istituto di Primo Grado “Giuseppe Mazzini” di Adrano, attraverso il laboratorio congiunto di storia e informatica in merito al quale, Alessandro Montalto, autore del libro, “Storie di uomini e vite d’eroi. Adernò e la Grande Guerra” (Edizioni Efesto, Roma) è stato operativo in qualità di esperto esterno.

Il video, avente titolo “Eroi di trincea. Adernò e la Grande Guerra”, già visionabile su YouTube, della durata di circa ventuno minuti, è particolarmente dedicato ai caduti adraniti della Prima Guerra Mondiale.

La dinamica miscellanea di riprese amatoriali, foto e immagini d’epoca, epistole e altro ancora, accompagnata da una toccante colonna sonora e da diverse voci narranti si rivolge a una sorta di indagine che, i giovanissimi, decidono di intraprendere per scoprire e, al tempo stesso, commemorare.

I protagonisti si dimenano fra il Monumento ai Caduti, il Giardino della Vittoria, il civico campo santo, l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Sezione Locale “Domenico Sanfilippo”, tutti simboli – chiave locali di un passato che fu e che oggi irrompe prorompente.

Oscillando tra modernità e vite vissute d’un tempo non molto lontano, gli alunni della 3° A, liberamente ispirati dal testo di Alessandro Montalto, non fanno altro che carnificare quello che fu ed è il messaggio di un telegramma, a firma del Capitano Gabriele D’Annunzio, vergato nel 1917 al fine di commemorare un aviere ventitreenne, Gaetano Sanfilippo, caduto col suo “destriero alato” in quel di Ravenna: telegramma col quale il poeta capitano invita “il popolo di Adernò” a ricordare nel tempo a venire, “non con dolore, ma con orgoglio”, chi cadde (oltre trecento fra caduti e dispersi) ossia, “chi c’è ancora!”.

Il montaggio audio e video è stato minuziosamente curato da Giovanni Bottazzi. Un’altra piccola pietra, dunque, posta al presente e al futuro per risvegliare, anche enfaticamente, un passato a noi vicino.

 

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