Politica

Grillo (Ugl Catania). Poste Italiane? “Un disastro annunciato, complice la poca competenza di alcuni dirigenti”

Sull’attuale piano di riorganizzazione del comparto Posta comunicazione e logistica, interviene con una dura nota il segretario provinciale dell’Ugl Comunicazioni di Catania Luciano Grillo: “Continua il pressing dell’azienda Poste italiane per peggiorare le condizioni lavorative degli
addetti del settore logistico con il conseguente effetto che tra non molto saranno i cittadini a subire gravi disservizi. Il tutto sempre in nome del profitto, non tenendo conto della “socialità” che rappresenta soprattutto il servizio postale. Questo accade mentre a Roma la Ugl ed altre due sigle sindacali respingono inaccettabili proposte aziendali, ed a Palermo sale sempre di più la tensione a seguito di scelte discutibili da parte della dirigenza locale dell’azienda stessa – continua Grillo. Non possiamo infatti accettare che un piano di riorganizzazione, con dinamiche ed azioni ben definite, venga stravolto subito dopo la firma tra le parti per via di interpretazioni e motivazioni assolutamente speciose. Per questo non abbiamo voluto sottoscrivere l’accordo regionale. Assistiamo ad una mobilità del personale bloccata ormai da temo, salvo poi venire a conoscenza di una fitta ragnatela di distacchi disposti in barba alle graduatorie e senza che vi fossero comprovate esigenze, mentre molti lavoratori rimangono inchiodati a centinaia di chilometri da casa pur presentando gravi patologie o vivendo situazioni di grave disagio. In tutto ciò, prima di dare sfogo alle fasi di mobilità, si pensa alla sportellizzazione di 35 unità applicate al servizio di recapito, anche in aree provinciali dove la consegna della posta a giorni alterni partirà in ritardo rispetto alle province di Catania, Messina, Palermo e Siracusa. E’ chiaro che, nonostante i buoni propositi in merito alla trasparenza, ancora oggi non è dato sapere chi sono i dipendenti che verranno avviati al servizio di sportelleria e come sono stati scelti. Succede anche – incalza il segretario provinciale – che Poste se da un lato continua a lamentare esuberi, dall’altro assume centinaia di persone con contratto a tempo determinato, oltre a non trasformare a tempo pieno il contratto di numerosi colleghi che, al contrari, prestano servizio solo sei mesi l’anno. Non viene presa in considerazione neanche l’ipotesi di chiamare a lavoro i dipendenti part-time in regime di “clausola elastica”! Questo mentre nei centri di meccanizzazione postale le esigue unità lavorative vengono sottoposte a ritmi di lavoro con turni assurdi, carichi di lavoro non indifferenti e l’utilizzo di mezzi obsoleti e pericolosi. Senza contare che ormai i postini viaggiano su mezzi senza freni e con le gomme visibilmente usurate, rischiando quotidianamente la personale incolumità.

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