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I postumi di Catania-Siena: delusione, sfortuna ed un’attenta analisi per il futuro

CATANIA – Sono passate quasi 48 ore dal fischio finale di Catania-Siena ma in città l’amarezza e la delusione per l’eliminazione dei rossazzurri dalla semifinale play-off non sono di certo svaniti.

Gli errori dal dischetto di Blondet e Mazzarani hanno condannato il Catania a disputare anche nella stagione 2018-2019 il campionato di Serie C, spezzando il sogno di ritornare in Serie B e riprendere quel cammino brillante interrotto quasi un lustro fa.

Una partita infinita quella tra Catania e Siena, dove è stato necessario giungere alla lotteria dei rigori per decretarne il vincitore in virtù del vantaggio del Catania nei tempi regolamentari che andava a pareggiare la vittoria del Siena dell’andata. Così prima i supplementari con 30 minuti di lotta ed agonismo e poi i rigori, con Pisseri bravo a neutralizzare il terzo rigore calciato dal Siena e poi i 2 errori del Catania che hanno permesso al Siena di staccare il biglietto per Pescara dove si giocherà la finale per approdare in Serie B contro il Cosenza.

Una grossa delusione, quindi, per i quasi 20000 sostenitori presenti al Massimino (non si vedeva uno stadio così pieno dalle grandi sfide della Serie A) che hanno visto festeggiare in casa proprio gli avversari al termine di una gara condita da diverse componenti che, purtroppo, hanno contraddistinto tutta la stagione.

Una di queste è certamente la fortuna perché se la punizione di Lodi al 117esimo fosse entrata in rete anziché stamparsi sulla traversa il Catania si sarebbe qualificato ed invece la dea bendata, cosi’ come in altre partite della stagione non è stata una buona alleata e nel calcio si sa la fortuna ha la sua valenza Altro aspetto da non sottovalutare è stata la direzione di gara considerando che l’arbitro nel primo tempo ha negato un rigore netto su Curiale ed in generale non ha gestito al meglio l’eccessivo agonismo messo in campo da i giocatori del Siena, troppo spesso propensi al contatto fisico e alla provocazione. Infine, aspetto forse più importante, l’approccio tecnico-tattico della partita da parte della formazione rossazzurra e questo, probabilmente, è stato il vero problema dell’intero campionato del Catania.

I rossazzurri, infatti, scesi in campo ancora una volta con il 3-5-2 (modulo tanto caro al Mister Lucarelli) hanno sofferto molto il gioco del Siena che nella prima mezz’ora di gara è stato padrone del gioco, a tal punto da portarsi in vantaggio. Di certo, non era questo l’approccio che si aspettavano i tanti appassionati sugli spalti, considerando che il Catania scendeva in campo con l’obbligo di vincere la gara e, quindi, ci si aspettava un Catania subito aggressivo e pericoloso. La scossa del goal subito, però, dava l’input giusto all’allenatore che (finalmente!) ritornava al modulo più congeniale a questa squadra, ovvero, il 4-3-3 e da lì in poi il Catania ha cominciato a premere sull’acceleratore fino ad arrivare al 2-1. Da qui, la consapevolezza che, forse, questa squadra non sempre e’ stata sfruttata al massimo delle proprie potenzialità, vuoi per infortuni vari (Russotto e Caccavallo out per diverse settimane) vuoi per giocatori non sempre in condizione (Mazzarani e Di Grazia troppo incostanti) ma di certo c’è stato un’accanimento da parte dell’allenatore nell’insistere su un modulo che, forse, non sfruttava al meglio il vero potenziale dell’organico. Regalare quasi un tempo al Siena, oppure al Trapani in un’altra gara giocata al Massimino in cui ci si giocavano grosse opportunità per la promozione diretta o peggio ancora le sconfitte interne contro Sicula Leonzio e Casertana hanno manifestato l’incapacità di questa squadra di essere cattiva ed aggressiva nelle occasioni importanti e fallendo, quindi, le tante occasioni avute per vincere il campionato.

Un’analisi, quindi, che in società faranno certamente perché, se è vero che Lo Monaco nella conferenza stampa pre-Siena aveva dichiarato che un eventuale eliminazione non sarebbe stato un fallimento, di certo la mancata promozione è stato un duro colpo ed adesso servirà riprogrammare un nuovo campionato si Serie C in cui non si potrà fallire. Per il momento, dalla dirigenza etnea non trapela nessuna informazione (anche nel post gara sia Lo Monaco che il DS Argurio non hanno rilasciato dichiarazioni) ma è chiaro che il futuro di Lucarelli a Catania non è cosi scontato ed anche certi calciatori non saranno riconfermati.  Serve ripartire, serve riprogrammare, serve ridare entusiasmo ad una tifoseria che, nonostante tutto, ha fatto sentire il proprio sostegno e il prossimo anno non accetterà un nuovo fallimento. Adesso l’elefante è ferito, accasciato a terra per il duro colpo subito ma l’affetto dei tifosi sarà la medicina giusta: Rialzati Catania!

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