Politica

I tecnici di Bronte sul piano paesaggistico: “Si ai vincoli, purchè non penalizzino lo sviluppo”

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

BRONTE – (23 GIUGNO 2016) –  “Usufruiamo  di tutto ciò che di buono può derivare dai vincoli ambientali per la tutela e la salvaguardia del nostro territorio, ma non impediamo ai proprietari di costruire, lavorare nelle proprie aziende e programmare lo sviluppo economico”.

E’ il messaggio conclusivo del vertice organizzato in Comune dal sindaco Graziano Calanna. Il primo cittadino, infatti, alla luce della prima bozza di “Piano paesaggistico” redatto dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, ha deciso di riunire attorno ad un tavolo i tecnici e le associazioni ambientaliste brontesi per raccogliere le loro opinioni.

Ed a dimostrazione dell’importanza dell’iniziativa, in tanti hanno accettato l’invito. In particolare sono stati tantissimi i giovani professionisti che hanno partecipato, fornendo il loro contributo.

Presenti anche la Giunta e diversi consiglieri comunali.

“Ci siamo accorti – ha affermato il sindaco in apertura – che la bozza del Piano paesaggistico è penalizzante per le attività agricole che si affacciano sul fiume Simeto e soprattutto contrasta con il nostro Prg appena approvato. L’Ufficio tecnico ha già preparato una bozza di osservazioni che però vogliamo confrontare con le vostre idee. E’ iniziata – ha concluso – con la Soprintendenza la fase del dialogo e della concertazione”.

Così il capo dell’Ufficio tecnico, ing. Salvatore Caudullo ed il geometra Gino Greco hanno esposto la previsione di piano, evidenziano come in alcune aree importanti per lo sviluppo sia prevista la tutela 3, quindi massima.

Per molti il nuovo Piano è il modo peggiore per aggiungere vicoli a vincoli.  Dal dibattito, infatti, è emerso come la mappa che delimita i boschi, dove è vietata qualsiasi attività edilizia, non trova corrispondenza con la realtà.

Ed il commento dei tecnici, con le dovute diversità, è stato univoco: “I boschi vanno salvaguardati – hanno detto – nessuno pensi a toccarli, ma non capiamo però come una casetta rurale fra gli alberi possa deturparlo. La Valle D’Aosta ne è piena”.

“I vincoli sono necessari per tutelare il territorio, – è stato ribadito – ma contemporaneamente bisogna redigere un piano di sviluppo turistico”.

Alla fine è stato proposto di creare un gruppo di lavoro che impingui le osservazioni redatte dal Comune e che sia a supporto all’Amministrazione.

L’incontro è anche servito al sindaco per parlare del redigendo piano triennale delle Opere pubbliche.

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