Politica

Il Comune di Catania, di fatto, è in dissesto. L’ultimatum della Corte dei conti

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

La dichiarazione ufficiale è “sospesa”, ma di fatto il Comune di Catania è in pieno dissesto.

Il sindaco Bianco cerca di rigirare le carte ed il suo ufficio stampa emana comunicati farsa per annunciare che la riformulazione del Piano di rientro finanziario avrebbe eliminato le criticità precedenti – come al solito addebitate solo alla passata amministrazione – e che tutto sarà risolto con l’ennesima task force di esperti. Il Piano di rientro è un bluff sotto gli occhi di tutti, un escamotage per non prendere atto della situazione di dissesto.
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Il 5 ottobre, pochi giorni dopo le sue dimissioni e a ridosso dalla presentazione del Piano, viene depositata in segreteria la deliberazione n.185/2016/QMIG della Sezione di controllo per la Regione siciliana, che era stata oggetto di adunanza pubblica il 31 maggio e che non riguarda l’ultimo Piano approvato dal Consiglio comunale la notte del 29 settembre, ma quello precedente.
Si apprende, così, che la Corte del conti ha sospeso il giudizio (di cui all’articolo 243 quater, commi 3 e 6, del Tuel) sulla verifica del Piano di riequilibrio – e quindi sulla eventuale dichiarazione di dissesto – per trasmetterla all’Ufficio di Presidenza della Corte, al fine di risolvere alcune problematiche (relative all’interpretazione dell’articolo 243 quater, comma 7, del Tuel).
Ci sono, infatti, due diverse interpretazioni del comma 7 del Tuel: una, letterale, che per attivare la procedura di dissesto, in sede di verifica del Piano, richiede l’accertamento della gravità e della reiterazione dell’inadempimento degli obiettivi intermedi; un’altra, invece, che valorizza l’obiettivo finale, cioè il risanamento dell’ente con il ripiano delle passività, secondo le indicazioni della Sezione delle Autonomie della Corte.
La Sezione ha pure raccomandato che “il percorso di risanamento deve prevedere il rispetto rigoroso della procedura ed i controlli necessari, per evitare che la misura prescelta possa rivelarsi un artificioso escamotage con il quale si evita la dichiarazione di dissesto, protraendosi indebitamente una situazione nella quale già sussistono i presupposti richiesti dal legislatore per procedere alla dichiarazione prevista dall’articolo 244 del Tuel”, cioè il riconoscimento dello stato di dissesto.
La Corte dei conti ha dato un’ulteriore opportunità al Comune di Catania, sospendendo il giudizio e rimettendo la delibera al Presidente, ma ha anche rilevato enormi criticità nel Piano di riequilibrio: evidente sottovalutazione dell’effettiva consistenza delle passività, maggiore disavanzo di amministrazione, crescente e continuo incremento dei debiti fuori bilancio, difficile definizione dei rapporti con le società partecipate, passività potenziali del contenzioso esistente e maggiori oneri sulle anticipazioni richieste per fronteggiare le carenti disponibilità di cassa. Tutti elementi, questi, che fanno ritenere inattendibili i valori di bilancio e che danno il metro dell’incapacità di questa amministrazione e della poca trasparenza con cui viene gestita la res publica 

Movimento 5 Stelle Catania

 

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