Politica

Il comune di Mistebianco contro gli sperperi del Piano d’ambito della SRR Catania città metropolitana

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

L’amministrazione comunale di Misterbianco scrive all’assessore regionale all’Energia per denunciare lo sperpero di soldi pubblici con l’approvazione della bozza del piano d’ambito.
La nota inviata dal sindaco di Misterbianco anche al presidente della SRR “Catania Città metropolitana”, al dirigente generale del Dipartimento dell’acqua e dei rifiuti, al Commissario straordinario ed ai colleghi sindaci facenti parte dell’assemblea della SRR tiene conto di due fattori.
Il primo riguarda il conferimento dell’umido che deve essere considerato come prodotto e quindi materia prima poiché grazie alle nuove tecnologie si producono idrocarburi che con la nuova legge possono essere immessi in rete e la previsione di 60 euro a tonnellata, per il conferimento, non tiene conto dei ricavi e degli incentivi provenienti dalla vendita del gas ricavato.
Il secondo appunto riguarda la dotazione organica del personale della SRR, già più volte contestata dall’amministrazione comunale etnea.
Nel merito il sindaco Nino Di Guardo, prendendo spunto dall’invito dello stesso Commissario straordinario, evidenzia il tema connesso alla ponderazione del costo del personale indicato nel progetto. In totale 12 dipendenti tra cui un direttore generale con un costo di 150 mila euro annui, due dirigenti con un costo annuo di 100 mila euro cadauno, una unità di 8 livello al costo di 63 mila euro l’anno ed otto dipendenti di fascia 6/a al costo di 52 mila euro l’anno per un totale di spesa complessiva di 830 mila euro l’anno.
“Si tratta di vero sperpero di denaro pubblico – dice il sindaco Nino Di Guardo – un direttore generale e due dirigenti per nove unità di personale, per non parlare che questi dipendenti che vengono inquadrati con il contratto di Federambiente, quando non svolgono attività di gestione dei rifiuti, ma semplicemente quelli di regolamentazione. Per non parlare – conclude il sindaco – di una pianta organica sovradimensionata che non tiene conto che tutti i comuni hanno costituito un proprio ARO e che la SRR non deve gestire bandi complessi.”
Anche l’assessore all’Energia Angela Vecchio, che ha seguito tutta la vicenda, ritiene “ingiusto far gravare sulla tariffa costi esagerati che rappresentano solo dei privilegi mascherati da diritti acquisiti.”
In realtà una spesa che potrebbe benissimo essere dimezzata a vantaggio dei cittadini.

 

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