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Il messaggio ed il messaggero – Blog Galante

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Avete mai notato che non riusciamo a considerare separatamente il messaggio dal messaggero. Siamo certissimi che qualsiasi cosa venga detta da una persona che riteniamo un poco di buono sia sbagliata, empia, ai limiti dell’offensivo anche se parla di cucina, e siamo ragionevolmente disposti a dar credito alle parole di una persona della quale stimiamo la rettitudine senza soffermarci il tempo sufficiente ad analizzarle. Come se il passato personale di una persona andasse ad inficiare il buon senso delle sue parole. Di più. La nostra capacità di attenzione nei confronti di un messaggio viene preventivamente stimolata dal tipo di messaggero. Un esempio? Immaginate di fare una passeggiata ed incontrare un ubriaco o un mendicante che vi rivolge la parola. Quanti secondi di attenzione gli dedicate? Tre… cinque? Fate caso a ciò che vi dice? Continuate a camminare e incontrate un vigile del fuoco che vi rivolge la parola. La vostra attenzione è massima. Lui vi dice la stessa cosa che voleva dirvi il mendicante cioè che la vostra casa sta andando a fuoco ma al mendicante non avete prestato attenzione.
E’ un comportamento assurdo, sbagliato ma, in fondo, naturale.
Credo che stia accadendo la stessa cosa con Berlusconi.
Signori, noi siamo una giovane e fragile democrazia di neanche settanta anni e mai da me sentirete parole di elogio per qualcuno che abbia mai ricoperto una carica politica ma sono preoccupato che si realizzi una riforma costituzionale come quella in approvazione al Senato della Repubblica con una legge elettorale come l’attuale. Il rischio che si pongano le basi (di nuovo) per un regime autoritario sono evidenti. Con un Senato svuotato di funzioni, con i deputati nominati dalle segreterie dei partiti e con un premio per arrivare alla maggioranza assoluta dei seggi dato al partito che ottiene la maggioranza relativa dei voti il rischio che il segretario del partito di maggioranza diventi una sorta di super Primo Ministro con un Parlamento pieno di suoi deputati che avallano ogni sua decisione per paura di non essere più candidati, mi sembra evidente ed estremamente serio. Non credo sia il caso di questo premier, non mi sembra il tipo, ma questo insieme di regole potrebbe, in teoria generare posizioni eversive ed autoritarie.
Chi denuncia tutto ciò, a parte qualche commentatore e qualche costituzionalista? Silvio… si proprio lui, solo lui, beh a parte i cinquestelle che denunciano di tutto più o meno inutilmente.
E noi come ascoltiamo? Ieri ero in un bar a prendere un caffè con un amico che non vedevo da tanto e trasmettevano un’intervista dove Silvio, più o meno convintamente, esprimeva questa posizione. La reazione degli astanti era tra il compatimento e l’infastidito, ma non per ciò che diceva ma per la persona in sé, anche se esprimeva un’idea oggettivamente importante.
Non mi compete e non mi interessa un giudizio sulla persona. Credo che a 79 anni l’operato di Berlusconi debba essere ormai valutato dagli storici e dai sociologi, ma sono sicuro che a volte sarebbe meglio essere ciechi per non riconoscere chi si rivolge a noi e per ritornare ad ascoltare e riflettere. Silvio, vostra moglie, vostro figlio, chiunque.

Luca Galante
Consulente Aziendale

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