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Il problema delle banche – Blog Galante

E’ trascorso qualche giorno dai tragici avvenimenti di Civitavecchia che hanno tanto, e giustamente, sconvolto l’opinione pubblica e credo sia possibile oggi fare alcune considerazioni a freddo sullo stato del sistema bancario italiano nel suo complesso.
Punto primo. Non illudiamoci che sia finita. Tutte le banche hanno nei loro portafogli miliardi di crediti inesigibili che non si dichiarano tali perché ciò genererebbe problemi di bilancio con conseguente intervento della riottosa e distratta Banca d’Italia, successiva richiesta di ricapitalizzazione e crollo del valore delle azioni. Poichè le banche in genere, logicamente, non amano dichiarare che i prestiti che hanno concesso sotto qualsiasi forma, spesso ad amici, sono diventati, per vari motivi, carta straccia rinviano le dichiarazioni di inesigibilità ad anni successivi sperando di guadagnare in qualche altro modo e compensare in bilancio quelle che sono così diventate perdite secche. Quando questo giochino non funziona la banca crolla.
Punto secondo. Per quasi tutte le banche italiane il settore del credito e dei servizi in generale, sia ai privati che alle partite IVA, è in rosso. Si salva soltanto il comparto del credito al consumo e delle carte di credito e di debito. L’attivo delle banche è oggi generato essenzialmente dalla vendita di prodotti finanziari derivati, un mercato ricchissimo per accedere al quale è però quasi indispensabile essere una banca di grandi dimensioni con la possibilità di accedere a clienti altrettanto grandi se non di più. Per i piccoli istituti di credito questo mercato è quasi chiuso. Devono quindi trarre profitto da attività bancarie più “tradizionali”, che, in tempi di crisi persistente, con questi tassi, è oggettivamente difficile.
Punto terzo. Sono anni che si dice che un determinato tipo di prodotti finanziari non deve essere venduto al piccolo risparmiatore. Da Lehman Brothers in poi questa idea circola con insistenza ma il sistema bancario si è sempre opposto. Personalmente dubito fortemente che in un Paese come l’Italia nel quale la ricchezza, poca, è polverizzata nelle tasche di tanti piccoli risparmiatori quest’idea, ventilata dal governo, possa mai trasformarsi in un provvedimento serio. Possiamo solo sperare.
Punto quarto. Gli organi di controllo devono controllare. Per definizione. Non possono nascondersi dietro al rispetto formale delle leggi così come le banche non possono nascondersi dietro a inesplicabili modelli informativi o consensi informati sotto cui apporre un numero infinito di firme.
La tutela del cittadino deve venire prima. Sempre.
Punto quinto. Lasciatemi concludere con una considerazione controcorrente. La colpa è anche dei risparmiatori. Non bisogna fidarsi degli operatori di banca che propongono investimenti più o meno sicuri, non fanno gli interessi dei risparmiatori ma quelli della banca e, in subordine, i loro. Non sono vostri amici, non sono amici di nessuno. Stanno facendo il loro lavoro perché sono dei venditori al pari dei call center telefonici o dei rappresentanti porta a porta e come tali vanno considerati. Anche i migliori non hanno possibilità di scegliere cosa vendere ma, spesso, devono vendere ciò che la direzione generale indica loro anche quando sono consapevoli della pericolosità del prodotto (ricordate il caso Parmalat?) e vengono valutati e talvolta premiati in rapporto al volume del venduto.
Quel che comprate dalle loro mani (perché state comprando un prodotto finanziario) è sempre un prodotto a rischio,oggi basso ma forse domani altissimo. Giova forse ricordare che durante il periodo più acuto della crisi anche i titoli di stato si diceva fossero a rischio e Berlusconi fu costretto a dimettersi dallo spread BTP/Bund che superò i 500 punti.
In questo frangente storico una proposta di investimento finanziario, soprattutto se vi viene sottoposta da una piccola banca, deve essere prima accuratamente vagliata… e poi, a mio avviso, scartata. Oggi tra un titolo proposto da una piccola banca ed il mattone, credetemi, è meglio il mattone.

Luca Galante
Consulente Aziendale

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