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Il telefono rosa e l’emancipazione femminile

BRONTE – (2 ottobre 2015) Riceviamo e pubblichiamo integralmente – L’Expo del pistacchio verde di Bronte, oggi si è tinto un po’ di rosa, grazie al convegno organizzato dall’associazione Telefono rosa di Bronte, quotidianamente impegnato a difesa di diritti delle donne.

Illustri gli ospiti della presidente dell’associazione Antonella Caltabiano, che per spiegare quanto difficile sia stato nella storia il cammino dell’emancipazione femminile, ha potuto contare sulle relazione dell’esperta d’arte Teresa Di Blasi, dell’europarlamentare, nonché giornalista, Michela Giuffrida e della criminologa Roberta Bruzzone.

Presente anche il sindaco, Graziano Calanna che, da avvocato, ha spiegato quanto difficile nella storia sia stato il raggiungimento giuridico della parità di genere: “Pensate – ha affermato – che siamo dovuti arrivare al 1945 per concedere il voto alle donne e quando  il Parlamento ha riconosciuto la violenza sessuale come un reato contro la persona e non contro la morale era addirittura il 1996”.

E se Teresa Di Blasi, ha sottolineato quanto difficile sia stato per le donne affermarsi nel campo delle arti e nella cultura, con il risultato che nel mondo antico non esiste una figura femminile nella filosofia e che “nessuno un tempo dava il marmo alle donne per scolpire perché era considerato danno all’erario”, l’europarlamentare Michela Giuffrida ha ribadito il suo “orgoglio di essere donna, ma senza farne una battaglia”. “Bisogna guardare alla sostanza non alla forma. – ha affermato – Sono contraria alle quote rosa, ma favorevole alle pari opportunità per merito. Io sono diventato direttore ed eurodeputato in un mondo che si declina al maschile”.

Come ci si attendeva una scossa è arrivata dalla Bruzzone: “Troppi i femminicidi negli ultimi anni. Spesso la donna decide di difendere il rapporto con un uomo sbagliato a scapito di se stessa. E le scelte sono causa degli stereotipi culturali. Alle bambine giocattoli che indirizzano ai mestieri di casa, ai bambini la tecnologia. Nessuno può avere il diritto di sindacare sulle scelte di una donna”.

La Bruzzone a Bronte

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