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Il Tribunale da 5 giorni di tempo al Catania. Vince la professionalità di Di Natale

Nella giornata di ieri (28 Maggio, data storica per i colori rossazzurri perché 14 anni prima si festeggiava la promozione in Serie A) il Tribunale di Catania ha emesso delle sentenze che possono tracciare una linea per il futuro del Calcio Catania.

In prima battuta è stata respinta la richiesta della Procura di Catania che chiedeva l’azzeramento dell’attuale CDA rossazzurro (composto ormai solo dal Presidente Astorina dopo le dimissioni dell’AD Di Natale e del Vicepresidente Scuderi) ed il conseguente controllo societario da parte di amministratori giudiziari. I giudici hanno stabilito, inoltre, la totale estraneità sullo stato di insolvenza del Calcio Catania da parte dell’ingegner Di Natale (in foto), in quanto non sussistono legami tra l’operato dell’ex AD e la situazione fallimentare legata a Meridi, ovvero altro asset di Finaria

Lo stesso Tribunale, poi, ha accettato la richiesta del Calcio Catania di avviare la procedura di concordato preventivo nominando due commissari, la commercialista Letizia Guzzardi e l’avvocato Antonio Rossi, docente all’Università di Bologna, che andranno ad inserirsi all’interno del CDA rossazzurro. Da prassi giudiziaria il concordato preventivo concede alla società che lo ottiene un termine di tempo (stimato tra i 60 e 120 giorni) in cui si deve presentare una relazione tecnica che preveda il rilancio economico della società stessa per evitare il fallimento. In realtà, però, il Tribunale ha richiesto al Catania una valutazione entro 5 giorni (termine ultimo il 3 giugno) per valutare l’offerta della SIGI o presentare un piano di rilancio industriale.

Insomma, tante decisioni che allungano ancora, se possibile, l’attesa per conoscere il futuro della società. L’offerta d’acquisto della SIGI è lì, strutturata sotto tanti punti vista e pronta ad aggredire l’enorme parte debitoria del Catania, ma in questi 5 giorni non bisogna escludere la possibilità che in casa Catania emerga qualche novità che possa rilanciare la vita di Finaria e quindi della gestione Pulvirenti.

Nell’attesa, un plauso all’ingegnere Di Natale che era stato accusato ingiustamente di mala gestio. L’ex AD ha sempre dimostrato di lavorare con professionalità e nell’interesse del Calcio Catania e, forse, senza particolari intoppi con il suo lavoro avrebbe già salvato la matricola 11700.

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