- La Gazzetta Catanese - http://www.lagazzettacatanese.it -

Immigrazione. Cosa ci aspetta con la fine di mare Nostrum?

A cura di Simone Cirami

“La fine di Mare Nostrum porterà a nuovi morti e nuove stragi”. A dirlo, è Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas Italiana, nel corso della conferenza dal titolo: “Immigrazione, cosa fare? Riflessioni e proposte pastorali”, svoltasi venerdi 24 ottobre al Museo Diocesano di Catania.

L’incontro, promosso dalla Caritas diocesana diretta da don Piero Galvano, in collaborazione con l’Ufficio Migrantes, diretto dal diacono don Giuseppe Cannizzo, ha permesso un dibattito che ha fatto chiarezza sulla complessità del fenomeno migratorio a poche settimane dalla fine dell’operazione umanitaria e militare Mare Nostrum.

“A un anno dalla tragedia di Lampedusa in cui persero la vita centinaia di migranti, sono stati salvati 150 mila migranti tra uomini, donne e bambini, ma dal 1 novembre con il passaggio all’operazione Triton si rischiano più morti e nuove stragi lungo le rotte del Mediterraneo”.

Infatti, l’operazione Triton, permetterà il pattugliamento delle frontiere a 30 miglia dall’Italia ma non garantirà gli interventi umanitari di ricerca e di soccorso che garantiva mare nostrum.

Sono persone disperate, che richiedono protezione internazionale, non semplici migranti, persone che decidono di lasciare casa perché del loro paese d’origine restano solo macerie. Accade per le cosiddette frontiere esterne dell’Europa, come Ucraina, Siria, Iran, Libano e Palestina dalle quali proviene tanta umanità in fuga.

La conferenza è stata l’occasione per sfatare vecchi e nuovi pregiudizi. Come, l’equivoco legato ai costi sostenuti per il mantenimento di ogni singolo migrante:

 “Lo Stato paga 900 euro per il loro sostentamento, ma non si tratta di somme che vengono erogate direttamente ai migranti, a loro spetta solo vitto, alloggio e un pocket money di circa 2,50 euro al giorno”.

 “Non possiamo più nasconderci dietro classici stereotipi. Chi accosta l’immigrato all’Ebola promuovendo l’idea che i migranti sono portatori di malattie, chi dice che gli immigrati tolgono lavoro, dimostra un’arretratezza culturale che non fa onore a questo Paese, che ha un passato di emigrazione importante e che spesso in molti dimenticano”.

Al termine della conferenza, il direttore della Caritas Catania, ha ribadito la volontà di rinsaldare la rete di collaborazione tra associazioni e istituzioni attraverso una collaborazione che rimetta al centro l’immigrato come persona e non più come oggetto.

conferenza_immigrazione [1]