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Immigrazione, soccorsa nave con 49 vittime, domani arriverà a Catania. Bianco: “Martedi lutto cittadino”

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Catania. Arriverà a Catania domani mattina la nave norvegese Siem Pilot, al servizio di Frontex, che ieri ha soccorso, al largo della Libia, un barcone con 416 migranti sopravvissuti ( tra cui 45 donne e 3 minori) e 49 vittime (tutti uomini), decedute sulla stiva per soffocamento, per aver respirato i gas di scarico.

In Comune – ha detto il Sindaco di Catania Enzo Bianco- abbiamo subito organizzato stamani una riunione con tutti gli assessori e i funzionari competenti, in costante contatto con la Prefettura e le forze dell’Ordine per organizzare al meglio l’accoglienza, coordinando anche gli interventi con l’Autorità portuale e il lavoro delle tante associazioni di volontariato che rappresentano il nostro punto di forza. Per martedì, inoltre, ho proclamato il lutto cittadino per quest’ennesima tragedia che tocca il cuore dei Catanesi”. 

Il Sindaco ha sottolineato come vera commozione abbia suscitato il particolare che nella stiva si trovassero i capi delle famiglie che non avevano abbastanza soldi per pagarsi un posto sul ponte e avevano preferito lasciarlo alle proprie donne e ai figli. Una modalità che ricorda le tragedie della seconda guerra mondiale e che l’Europa ha il dovere di contrastare, come impone la nostra tradizione di umanità e solidarietà, senza inutili egoismi. A questi corpi sarà data sepoltura così come avvenuto per le vittime del naufragio del maggio del 2014 a Lampedusa, per le quali venne realizzato un mausoleo nel cimitero di Catania, con un monumento realizzato dagli allievi dell’Accademia delle Belle Art – su ogni tomba senza nome sta un verso della poesia, ‘Migrazioni’, del premio Nobel africano Wole Soyinka – e quelle della tragedia del mare del 18 aprile di quest’anno.

“Il 21 luglio scorso – ha ricordato Bianco, che è anche presidente del Consiglio nazionale dell’Anci – a nome dei sindaci italiani avevo rinnovato in Vaticano, davanti a Papa Francesco, l’impegno di lavorare per combattere quella tratta di esseri umani che nel Mediterraneo sta mietendo vittime su vittime. A Bruxelles, come capo della delegazione italiana al Consiglio delle Regioni, ho più volte ricordato l’impegno per l’accoglienza che grava sull’Italia e sui siciliani in particolare, ricordando il rischio sempre più presente di nuove tragedie nel Canale di Sicilia. Oggi i dati forniti dall’Organizzazione internazionale migrazioni ci parlano di 2.300 persone morte solo quest’anno in quella che viene ormai definita ‘La rotta più letale al mondo’. Dobbiamo riflettere sul fatto che dall’inizio dell’anno sono stati oltre centomila i migranti che hanno attraversato il Canale di Sicilia”. 

L’Europa – ha concluso Bianco – sta cominciando a fare qualcosa per fronteggiare il dramma epocale delle migrazioni dall’Africa, e la presenza di Frontex a Catania ne è la dimostrazione. Ora però occorre muoversi anche a livello politico e diplomatico, lavorando per creare sull’altra sponda del Mediterraneo uffici e azioni concrete per consentire ai rifugiati di non dover affrontare questi rischiosi e tragici viaggi. Anche di questo argomento ho parlato durante una riunione con i sindaci libici svoltasi il mese scorso a Bruxelles e ci si potrebbe attivare coinvolgendoli. Catania sta facendo come sempre la propria parte, ma occorre che tutti si impegnino ancora di più”.

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