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In ricordo del piccolo naufrago Aylan riapre l’asilo nido di Adrano

Adrano. Stamani la cittadina etnea del versante sud-ovest dell’Etna ha celebrato la riapertura dell’asilo nido adiacente alla scuola Don Antonino La  Mela, dedicandolo al piccolo profugo siriano vittima innocente della guerra consumatasi nel suo paese e dell’occidente (Europa) prima complice negli squilibri mediorientali e poi cieco, sordo e dal parlare inutile che di fronte ad un Mediterraneo allo sconquasso ancora temporeggia ad attuare le dovute  misure di solidarietà tramite gli Stati, membra sempre più scollate.

Non me ne vogliano i lettori locali soprattutto, se lo scrivente, non vuol addentrarsi in considerazioni sul tema della pertinenza o meno della presenza del Ministro dell’Interno a questa celebrazione.

Stamattina il territorio era pieno zeppo della presenza delle forze dell’ordine, almeno l’occasione è stata lieta per la riapertura di un asilo che va ad alleviare la carenza di strutture pubbliche di sostegno alla famiglia.

Poi, ben dice il Ministro Alfano quando promette misure a sostegno delle giovani famiglie e della natalità, o che l’Italia e la Sicilia soprattutto ha giocato nella crisi del mediterraneo un bel ruolo, ma ad accender i media si percepisce il bisogno immediato di assunzione fattiva delle responsabilità di solidarietà in Italia e all’estero.

A che servono le celebrazioni ad Adrano a Lampedusa o in altre parti se poi gli Stati europei non accolgono i profughi delle guerre e non si adoperano per creare le condizioni di pacificazione nei paesi del bacino mediterraneo e oltre?

Urge una svolta da parte dei governanti ai vari livelli della sponda nord del “Mare Nostrum”.

Per il medio- lungo termine confidiamo nella sensibilità dei ragazzi e fanciulli festanti che abbiamo visto questa mattina, a maggior ragione ora che avranno Aylan come  loro amico.

Pietro Benina

 

 

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