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Inaugurata la mostra “Imago Urbis”. Protagonisti i disegni della ricostruzione di Catania

Ieri al Museo Civico del Castello Ursino è stata inaugurata La mostra “Imago Urbis”, contenente vari disegni della ricostruzione di Catania tra cui spicca la pianta di Catania di Sebastiano Ittar. L’espozione ammirabile per tutto il periodo estivo, si apre con la celebre veduta “a volo d’uccello” di Catania sormontata dall’Etna e chiusa tra le mura cinquecentesche poi distrutte dal terremoto del 1693 e un’altra immagine della città: la riproduzione su tela, del 1952, del pittore Carmelo Comes dell’affresco della sacrestia della Cattedrale che ricorda l’eruzione del 1669. Al centro della mostra vi sono i preziosi disegni degli architetti della ricostruzione dal terremoto come: Girolamo Palazzotto, Francesco Battaglia e Stefano Ittar.

L’assessore Licandro ha dichiarato: “Dalle immagini emerge il fervore del colossale cantiere che per quasi un secolo produsse a Catania strutture urbanistiche tali da farne una delle città più interessanti dell’Europa. Trenta straordinarie immagini che narrano la nascita della Catania barocca. Questa mostra curata da Dario Stazzone, prima ancora di stimolarne l’orgoglio, rende ogni Catanese consapevole di quanto grande sia la sua città. Dalle immagini, esposte per la prima volta dopo 35 anni, emerge il fervore del colossale cantiere che per quasi un secolo produsse a Catania strutture urbanistiche tali da farne una delle città più interessanti dell’Europa. Una città che, dopo il Gran Tour, adesso viene riscoperta anche da turisti provenienti da tutto il mondo, stupiti e ammirati per il meraviglioso unicum architettonico che rappresenta. Proprio su questo dobbiamo puntare per valorizzarla ancor meglio”.

Stazzone ha aggiunto: “Imago urbis” serve a narrare attraverso i disegni tracciati dalle mani di chi la immaginò, la nascita di quella che Carlo Levi, ne ‘Le parole sono pietre’, definì ‘La più bella città del Settecento’. Proprio queste immagini cangianti nel tempo dimostrano quale fucina di idee dovesse essere la Catania del Settecento. Pochissime città al mondo sono riuscite a valorizzare così tanto il paesaggio in cui sono inserite: la via Etnea che inquadra l’Etna, la Palazzata marittima, l’Arco Ferdinandeo”.

Cettina La Fata

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