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Infortuni e malattie professionali in agricoltura: illustrati dall’INAIL i dati 2009-2013 per la provincia di Catania

A cura di Ornella Fichera

Nel corso di un incontro con l’EBAT-CIALA (l’ente bilaterale agricolo che accomuna le organizzazioni sindacali FLAI, FAI, UILA e le organizzazioni datoriali CIA, Coldiretti e Confagricoltura) svoltosi a Catania, il direttore dell’INAIL catanese Claudia Villari ha illustrato i dati relativi a infortuni e malattie professionali in agricoltura in provincia di Catania.
Le statistiche su infortuni e malattie riguardano il periodo 2009-2013: i dati illustrati fotografano così una realtà ormai passata che ha poca corrispondenza con l’attuale situazione del settore agricolo, non facendo i conti con la coda della crisi economica dell’ultimo periodo.
Ciò che emerge è la sostanziale stabilità degli infortuni e delle malattie professionali, a fronte di un caldo di addetti. Non ci sono, inoltre, riferimenti sul lavoro nero e non si tiene conto del fatto che molti infortuni vengano denunciati come malattia. Si tratta, dunque, di una fotografia “distorta” e non aggiornata rispetto all’attuale periodo.
Ecco perché l’EBAT-CIALA e l’INAIL, proprio per poter valutare statistiche in linea con l’attuale congiuntura, hanno concordato un nuovo incontro per l’esame del 2014, al fine di analizzare una situazione più confacente al periodo che stiamo vivendo.

«Solo allora saremo in grado di adottare le opportune contromisure – dichiara Pietro Di Paola, Presidente della CIALA- Nostra intenzione è quella di favorire una sinergia fra associazioni
sindacali, datoriali e INAIL per un maggiore controllo del territorio».

Dello stesso tono  il Presidente del Comitato Consultivo dell’INAIL di Catania, Giuseppe Rizzo:

«I dati sembrano stabilizzarsi, ma se li leggiamo con attenzione non è così, poiché gli addetti diminuiscono di circa il 40% e non vi sono statistiche sul lavoro nero. È un dato ufficiale, ma non è il dato reale. L’unica via per diminuire gli incidenti è quella di rafforzare le ispezioni in tutti i settori lavorativi».

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