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La politica del vuoto a perdere

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Scusate, abbiamo scherzato! Ecco come possiamo sintetizzare con una semplice frase l’argomento tasse a Paternò. Nella fattispecie facciamo riferimento alla reintroduzione dell’aliquota massima dello 0,8 x 1000 dell’addizionale comunale IRPEF, da parte dell’assise comunale, o sarebbe meglio specificare da una parte di esso ovvero i consiglieri che stanno tenendo a galla l’attuale amministrazione Mangano in Consiglio. Sulla carta “opposizione”, nei fatti “stampella occasionale”, parte integrante della cosiddetta “maggioranza variabile”.
Per capire meglio la vicenda è doveroso fare un passo indietro, ricordando che fino all’autunno scorso l’aliquota applicata nel nostro Comune era quella minima ossia lo 0.2 x 1000, fino a quando il Consiglio Comunale votò (su indicazione dell’amministrazione comunale) una delibera che stabiliva l’aumento dell’aliquota al massimo applicabile dello 0,8 x 1000. Tale decisione fu figlia dello “spauracchio dissesto” (notizia che con il passare del tempo fu smentita) incontro alla quale  il Comune sarebbe andato incontro se non si fosse approvata tale delibera.
I cittadini ricorderanno la presa di posizione del MeetUp paternese che chiese, supportato da una grande condivisione da parte dei cittadini, in prima battuta un’ispezione urgente presso gli uffici del comune tramite i nostri portavoce all’ARS e in seconda battuta l’intervento della Corte dei Conti al fine di fare chiarezza sulla questione, viste le relazioni dei Revisori dei Conti in netto contrasto con quello evidenziato dalla Giunta Mangano.
Dopo qualche mese di tregua, siamo nel mese di Giugno, l’opposizione in consiglio batte la maggioranza portando l’aliquota dallo 0,8 x 1000 allo 0,4 x 1000, forte di una petizione popolare firmata da migliaia di cittadini paternesi.
Arriviamo ai giorni nostri, 30 luglio 2015. L’aliquota “ballerina” torna ancora allo 0,8 x 1000 con dei numeri in Consiglio nuovamente stravolti: bensì le opposizioni al momento del voto sono uscite fuori dall’aula, i consiglieri Condorelli e Virgolini (anch’essi di opposizione) votando no ma rimanendo in aula, hanno consentito l’annullamento della delibera che aveva dimezzato l’ imposta.
Per quanto riguarda invece la maggioranza, il voto favorevole è giunto dai consiglieri : Arcoria, Arena, Campisano, Calabrò, Comis, Cunsolo, Di Benedetto, Gentile, Milicia, Sambataro, Sciacca, Statelli, Parisi e Rapisarda.
Il MeetUp paternese è stanco di assistere a questo metodo di amministrare la città, un modo approssimativo, superficiale ed aberrante che disconosce i termini come: Progettualità, Solidarietà; Partecipazione e Programmazione. Riteniamo inoltre assurdo e grave, che la delega al bilancio la detenga il Sindaco (professore di lettere) il che impedisce alla “politica” di dettare l’agenda finanziaria dell’ente demandando tutto al tecnicismo degli uffici.

Come MoVimento diciamo BASTA e lanciamo un appello ai cittadini: attiviamoci con consapevolezza affinché possiamo sostituire questo sistema politico fallimentare. Noi ci siamo e quando arriverà il momento non ci tireremo indietro.

MoVimento Cinque Stelle – Paternò

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