Cultura

La scuola media catanese si apre alla cultura d’impresa e del lavoro

Grazie ad un Protocollo d’intesa tra l’assessorato pubblica Istruzione e il gruppo dei Giovani Imprenditori di Confindustria Catania,trasmessi a 400 studenti delle scuole medie i concetti della Cultura del lavoro e dell’impresa.

La trasmissione agli studenti delle scuole secondarie di primo grado dei concetti della cultura del lavoro e dell’impresa sono stati al centro del protocollo d’intesa, che ha dato  avvio ad una collaborazione istituzionale tra l’assessorato alla Scuola, guidato da Valentina Scialfa, e i Giovani Imprenditori di Confindustria Catania. Gli incontri , seguiti con estremo interesse dagli studenti, si sono svolti negli istituti scolastici Brancati, Calvino, De Roberto, Di Guardo e S.Giorgio, coinvolgendo oltre 400 giovani. Agli studenti in particolare si sono sottolineati gli aspetti relativi alla legalità, alla competizione, alla competenza e alla passione, elementi fondamentali per la realizzazione di sogni ed aspirazioni personali.
Questi incontri- ha detto l’assessore Scialfa- hanno favorito la creatività e l’impegno dei ragazzi perché possano ben  inserirsi nel tessuto economico e sociale, inoltre hanno trasmesso i valori forti nella vita di ciascuno come il senso del dovere e della responsabilità.
La spinta a fare impresa e a programmare un futuro lavorativo si è coniugata, quindi, ad un orientamento adeguato perché gli studenti possano scegliere un percorso formativo consapevole da intraprendere dopo la scuola media. Questo sarà anche una valida molla per arginare l’abbandono scolastico. Gli incontri, coordinati dalle Attività Parascolastiche della direzione Pubblica Istruzione, sono stati condotti gratuitamente dal presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catania, Antonio Perdichizzi, e dai componenti Gianluca Costanzo (referente del Gruppo per le attività Education), Giuseppe Alì, Daria D’Addio, Roberto De Luca, Marella Finocchiaro, Fabrizio Fronterrè, Salvo Gangi, Stefano Ontario, Pietro Scammacca e Salvo Tomarchio.

In alto