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La soppressione del Corpo Forestale dello Stato e le Idi di marzo

idi di marzoCon la scellerata soppressione del Corpo Forestale dello Stato, mascherata da un’illusorio risparmio, la più bassa e becera politica del potere temporale Nazionale, con un provvedimento legislativo folle, arrogante e senza precedenti, ha cancellato quasi 2 secoli di storia, tradendo il popolo e anche la vera essenza tangibile che lo Stato sino ad oggi, ha posto a difesa dell’ambiente. La parte piu’ oscura della natura umana, tende a guardare e non vedere quanto di positivo e utile possa interessare la collettività. Come in un gioco onirico di subdola grandezza e finalità occulte, tradisce e distrugge anche i veri principi e valori che affermano il bene comune, purché ratifichi e deifichi la supremazia e la superbia del proprio agire, che lascerà il territorio in balia del nulla. Certamente un provvedimento non in linea con le dotazioni culturali di un paese civile. Cosa sarà in futuro dei nostri territori agresti e montani, in particolar modo ubicati nelle regioni del sud, dove è forte una causa sociale che purtroppo scaturisce dallo scarso senso civico e da una marcata presenza di illegalità diffusa e consapevolezza dell’impunità, dove più accentuato è il divario culturale relativo alle problematiche ambientali? Senza la vigilanza del Corpo Forestale, che futuro hanno i Parchi e le Riserve, i sistemi fluviali e le aree umide, insomma, l’intero territorio extraurbano? Che futuro ha un popolo che non rispetta il suo ambiente naturale? Non bisogna certo avere una mente eccelsa per percepire la grave noncuranza di certi nostri politici e comprendere che il loro interesse verso la natura e l’ambiente, é oramai da tanto tempo una foto sbiadita, che con questo provvedimento scompare definitivamente dalle tematiche politico-sociali che si discutono oggi. Queste persone, mandanti e complici, dalla mente corta e prive di intelligenza naturalistica, con le loro decisioni, porteranno il nostro territorio alla smobilitazione e all’oblìo, lo consegneranno all’incuria e all’abbandono, all’arbitrio degli allevatori e del pascolo indiscriminato, ai bracconieri, agli speculatori dell’edilizia e malfattori ambientali di ogni genere, ai razziatori della natura, agli incendi, ai rifiuti, all’attività incontrollata degli eventi atmosferici, inquinamenti, disboscamenti, degrado generalizzato. Questi elementi devastanti porteranno all’impoverimento del nostro, già precario, patrimonio naturalistico e conseguente modificazione irreversibile dell’ambiente, insomma, porteranno al nulla e il territorio diventerà “res nullius”, suscitando un senso di vuoto e di tristezza nelle popolazioni montane e nelle persone dotate di intelligenza naturalistica. Non c’è scusa neppure rispetto alla durata di questo processo di abbandono che oramai è percettivo da anni. Quando sono in discussione gli interessi della collettività, é lo Stato che dovrebbe intervenire, in quanto nell’ordinamento giuridico italiano la protezione dell’ambiente, bene che assurge a valore primario e assoluto, è imposta dai precetti costituzionali (La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione – art. 9 Costituzione Italiana). Inoltre, al di fuori degli ordinamenti scritti dall’uomo, sono sottintese le norme che non amano i codici e che provengono direttamente dal nostro cuore che dobbiamo sapere ascoltare. Con la soppressione del Corpo Forestale, norme e valori primari, sono stati traditi, calpestati e la configurabilità dell’ambiente come bene giuridico ignorata dall’uomo che ha tradito la sua stessa essenza biologica e culturale. I legislatori, mandanti e complici, ipocriti e senza anima, con la loro mente piccola, non hanno piena consapevolezza della gravissima crisi ambientale che hanno creato. Chiudo questa mia riflessione con un pizzico di auspicabile ottimismo, augurandomi che qualcuno, chi deve decidere, si accorga dei propri errori ed arrivi il momento in cui si renda conto che l’inestimabile valore ambientale è meritevole di grande attenzione e tutela.

Enzo Crimi

Commissario Superiore Comandante del Corpo Forestale della Regione Siciliana – Bronte

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