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La storia di Najwa: dalla Tunisia a Genova passando per la Caritas di Catania

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Dal Mar Mediterraneo fino a Genova passando per Catania. E’ la storia di Najwa, 25 anni proveniente dalla Tunisia e della sua bambina di un quasi un anno che nei ‘Gruppi Appartamento‘ della Caritas Diocesana ha trovato più di una famiglia. E’ arrivata in Sicilia via mare, come tanti migranti, in mano solo un pezzo di carta provvisorio e una figlia in attesa. Poi lo sbarco a Catania con la separazione dal marito, costretto per lavoro a lasciare la Sicilia alla volta del capoluogo ligure. L’arrivo nel novembre scorso presso il centro di accoglienza della Caritas ha rappresentato per lei un’alternativa concreta alla strada e l’inizio di un nuovo percorso di vita. La donna è stata seguita dall’assistente sociale della Caritas, la Dott.ssa Valentina Calì, la neonata assistita dai pediatri che collaborano con la Caritas. Concluso l’iter burocratico per ottenere il passaporto è stata facilitata nel ricongiungimento familiare avvenuto nelle settimane scorse. Il Centro di Ascolto della Caritas lavorando in rete con i servizi sociali di Genova è riuscito anche ad ottenere un posto in un asilo nido per la figlia cosi da permettere a Najwa di iniziare un nuovo lavoro e ritornare a vivere con il marito. Una storia a lieto fine, al pari di altre donne accolte in questi mesi, che in seguito a violenze domestiche, a causa di uno sfratto, o per mancanza di lavoro si sono ritrovate senza un tetto.

Najwa ha espresso gratitudine per ciò che si è realizzato a beneficio della propria vita e per la figlia: “Ringrazio la Caritas di Catania per il periodo  di ospitalità e per avermi fatto sentire in famiglia”.

Il tutto è stato possibile grazie al ‘Progetto Policlinico’ realizzato con i fondi Cei 8xMille e alla disponibilità dell’Azienda Ospedaliera Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania che ha concesso in comodato d’uso gratuito due appartamenti per l’accoglienza delle ragazzi madri e per donne che versano in condizioni di particolare disagio economico, morale e sociale con figli a carico. Va sottolineato come le persone assistite sono esenti da qualsiasi spesa legata alla quotidianità familiare.

Le donne vengono aiutare a ricostruire la propria vita – ha spiegato l’assistente sociale Caritas – per ritrovare autonomia e dignità: si prendono cura della casa, dei figli e socializzano con le altre mamme. Soprattutto le aiutiamo nel recuperare quella forza interiore che non credevano di avere, indispensabile per rendersi autonome”. Nell’ultimo anno sono state accolte 14 donne con 16 minori.

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