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Lega Pro, una piccola A: merito di tanti “fallimenti”

Il girone C, in particolare, sembra una succursale del massimo campionato di un decennio fa

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Le serie inferiori negli ultimi anni in Italia, nonostante i mille scandali, hanno senza dubbio visto crescere il proprio appeal da un punto di vista mediatico e di conseguenza economico. Merito, suo malgrado, anche dei quelle storiche società cadute in disgrazia negli ultimi anni e che oggi popolano le serie inferiori, in particolare la Lega Pro. Una lenta risalita partita per alcune di essere dal basso, fino a ritrovarsi tutte insieme appassionatamente dando vita ad una delle ex Serie C più “importanti” di sempre.

Esempio lampante è il Girone C dove militano quattro piazze che hanno fatto sognare i propri tifosi nel massimo campionato a cavallo fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio. Messina, Lecce, Reggina e Catania pronte a darsi battaglia in un tour che attraverserà altre piazze caldissime e che hanno scritto la storia del calcio italiano. Il Foggia, primo in classifica a pari merito col Lecce, o altre città dal bacino d’utenza e stadi imponenti come Cosenza, Taranto e Catanzaro. Una Lega Pro che abbraccia anche il Parma dopo la tristissima vicenda che colpì la società ducale due anni fa: insomma, quanto meno a livello di storia e blasone, una forbice mai così poco dilatata fra Serie A e Lega Pro come in questa stagione.

Fra le nobili decadute c’è il Catania che arranca al momento in zona play-out: dal punto di vista finanziario la società rossoazzurra ricalca a pieno il trend economico a bilancio nell’ultimo anno delle squadre italiane. Il 50% circa di essere, per quanto concerne il massimo campionato, hanno chiuso con un pareggio in bilancio o addirittura un guadagno. Da questo punto di vista il Catania è un fiore all’occhiello degno della principale categoria, con un attivo fra acquisti e cessioni di quasi 4 milioni di euro grazie all’addio a pezzi pregiati come Gyomber, Odjer, Gillet, Rolin e Petkovic. Di contro una situazione di classifica difficile che sembra rispecchiare un mercato sottotono, fatto di tanti prestiti e svincolati, ma con qualche giovane di buon prospetto da far crescere in una piazza da sempre attenta ai propri talenti.

Anche dal punto di vista delle infrastrutture la Lega Pro è uno specchio di quanto afferma lo studio di Bwin relativo alla capienza degli stadi e la media spettatori nei maggiori campionati europei: il Catania ma così come le altre piazze sopra citate mettono in vetrina impianti tanto obsoleti quanto capienti, al punto da superare spesso le strutture di grossi tornei quali Serie A, Premier o Ligue 1. Il problema principale resta spesso legato all’agibilità dell’impianto, il numero di posti omologati e le condizioni fatiscenti ed antiquate dello stadio considerando la presenza di piste d’atletica, spogliatoi vecchi ed impianti che non offrono nulla al di là della “partita”.

La direzione ormai intrapresa è invece quella di un impianto multi-funzionale, che offra la possibilità alle famiglie di viverlo a pieno anche al di là del match settimanale. Da questo punto di vista non serve però scendere alle serie inferiori per prender coscienza delle condizioni di arretratezza in cui versa il calcio italiano rispetto ai top campionati europei.

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