Archivio

Lettera aperta di Confcommercio Catania all’Amministrazione comunale catanese: è caos

A cura di Ornella Fichera

L’Amministrazione comunale di Catania ha risposto con una nota alla cosiddetta “lettera aperta” inviata dal Consiglio direttivo della Confcommercio di Catania, presieduta da Giovanni Saguto, in cui vengono esposte con veemenza lamentele e critiche riguardo alla mala gestione, secondo loro, del commercio catanese da parte del Comune.

Attraverso una nota, il Sindaco Enzo Bianco risponde agli esponenti di Confcommercio Catania parlando di «atteggiamento pregiudizialmente ostile da parte di alcuni commercianti, forse delusi per non aver ottenuto l’assessorato richiesto in campagna elettorale per uno di loro. Probabilmente da ciò – continua Bianco – nasce il livore di personaggi sempre pronti a stringere accordi per poi rinnegarli, sempre pronti a invocare il confronto per poi pretendere che, calpestando ogni regola della democrazia partecipativa, le imposizioni di qualcuno diventino legge».

È chiaro come la lettera evidenzi in maniera drammatica i problemi di incomunicabilità di una parte di commercianti: e che si tratti di una ristretta parte della categoria lo dimostra il fatto che sia il Presidente regionale che quello provinciale di Confcommercio abbiano comunicato al Sindaco Bianco la loro distanza da certe prese di posizione contenute nella lettera. E ancora, nella nota il Sindaco imputa a quest’atteggiamento da oppositori il derivato atteggiamento di rissosità che in qualche caso ha persino causato problemi di ordine pubblico (creando un esasperato clima di scontro), come in occasione dell’aggressione di un ciclista “reo” di aver portato musica nella manifestazione Lungomare Liberato, sgradita alla frangia più oltranzista dei commercianti (per fortuna una minoranza): peccato che proprio il Lungomare liberato, così come il Castello Ursino liberato, hanno visto crescere progressivamente i consensi degli autentici imprenditori del commercio, che hanno, come dimostrano dai fatti, incrementato i loro affari.

«Se dunque questi commercianti e funzionari – conclude la nota – vogliono continuare a comportarsi da politici, facciano pure. Ma sappiano che, da questo momento, non rappresentano più una categoria ma un piccolo partito, e che dovranno sottoporsi dunque alle regole della politica».

Per restare aggiornati sulle notizie si può seguire La Gazzetta Catanese.it anche su Facebook, cliccando qui.

In alto