Cultura

L’Impresa è Sociale se è nel “Sol.co” della Comunità

Un pomeriggio di confronto e formazione sui temi dell’imprenditoria sociale con l’Happening Day

Il 21° Happening della Solidarietà è stato un grande Laboratorio di Welfare che ha continuato – seppur con una formula nuova – la sua missione aggregativa e culturale in Sicilia. L’emergenza ha certamente imposto un cambio di rotta ma non ha fermato il bisogno di offrire formazione e visione attorno ai temi dell’imprenditoria sociale.

Un nuovo palco dell’Happening, quello che la Rete Sol.Co. ha costruito ieri sul web per accompagnare anche a distanza i soci in una giornata di dialogo e confronto con alcuni esperti del Terzo Settore e ripensare al futuro d’Impresa.

Unanime il sentimento espresso dai partecipanti. «L’Impresa è sociale se è di Comunitàafferma Sergio Mondello, Presidente della Rete Sol.Co. – e se riesce con la sua capacità innovativa e generativa a creare coesione sociale in un’azione più ampia in cui le persone diventano non destinatari di servizi, bensì protagonisti indiscussi di un processo reale di cambiamento. Questo è il lavoro che quotidianamente mette in campo la Rete Sol.Co».

Rigenerazione delle Comunità, servizi di Prossimità, processi d’innovazione e relazioni produttive, questi alcuni assi attorno ai quali si è mosso l’Happening Day che è stato accompagnato dalla presentazione in anteprima del video-reportage realizzato dal Consorzio Sol.Co. per raccontare uno spaccato della cooperazione sociale in Sicilia. 

Un viaggio nel cuore della Rete che attraverso le esperienze e i temi messi in campo dalle cooperative socie ha permesso di ascoltare e assaporare la quotidianità del lavoro cooperativo, in un anno in cui proprio le imprese sociali sono state determinanti per la tenuta sociale delle comunità.

«Siete stati tra i primi ad avere uno sguardo rivoluzionarioha esordito Steni di Piazza Sottosegretario di Stato del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, presente all’incontrocontribuendo come Rete d’Imprese a costruire i paradigmi di quella che col tempo è diventata l’attuale Economia sociale». Ed è proprio la capacità di generare coesione delle Comunità ad essere il comune denominatore delle imprese sociali in un processo che come ribadisce il sottosegretario «è capace di rivoluzionare il sistema economico e guardare al futuro attraverso una cultura e una politica diversa, sostenibile e proiettata agli obiettivi dell’Agenda 2030 ed è in grado di diminuire la povertà e migliorare la sostenibilità ambientale e umana dei territori».

Un mandato preciso quello che il sottosegretario consegna alla Rete Sol.Co: essere promotori in Sicilia di un appuntamento dedicato al lavoro che parte da Sud e che accogliere il talento e le energie dei giovani, offrendo strumenti e opportunità che consentono alle nuove generazioni di fare Impresa sociale.

In questo quadro rivoluzionario in che modo, dunque, i corpi intermedi e il Terzo Settore agevolano e rafforzano il protagonismo dei cittadini nella vita pubblica? «Attraverso un welfare generativo che ha la forza di riscoprire legami sociali in un’ottica comunitaria in luogo di quella privatistica».  Questo il contributo di Don Virginio Colmegna Presidente dell’Associazione Prima la Comunità che ha sottolineato come la visione rivoluzione dell’Impresa di Comunità serve non soltanto a creare coesione sociale ma anche e soprattutto a trasformare i territori in spazi produttivi in cui le politiche sociali non si pongono in alternativa a quelle pubbliche, bensì viaggiano in un’unica direzione.

In quest’ottica il budget di salute è uno strumento innovativo ma per essere davvero rivoluzionario c’è bisogno di una visione che sia – prima di tutto – culturale in cui i servizi sanitari non sono al centro ma contenitori di una logica più ampia che vede la collaborazione costante tra pubblico e privato e la persona al centro del percorso di cura e autonomia.

Ma se la rivoluzione passa da qui – dalla promozione di politiche sociali e pubbliche che scardinano le logiche dell’assistenzialismo – l’Impresa sociale per essere davvero di Comunità deve coesistere con azioni di Prossimità. «Questo deve essere il tempo della Comunità – ha detto Edoardo Barbarossa, Presidente di Fondazione Èbbene e tra i fondatori di Sol.Co -. Il tempo in cui agire la Prossimità significa riconoscere la centralità della persona intensa come risorsa unica e che anche nella sua fragilità può diventare energia pura per lo sviluppo della Comunità».

Nelle parole di Giuseppe che nella comunità di accoglienza di Ragusa ha trovato la spinta per costruirsi il suo futuro, si racchiude il senso di questa giornata e del lavoro che la Rete Sol.Co. promuove in Sicilia da 26 anni. Giuseppe è uno dei volti delle numerose battaglie culturali che Sol.Co. realizza continuando ad agire non solo come Rete d’Imprese ma soprattutto come promotore di sviluppo, scrivendo le pagine di un’unica grande storia.

Per conoscerne i volti di questa Storia e assaporarne le caratteristiche, è possibile intraprendere un “viaggio nel cuore della cooperazione sociale in Sicilia”; temi ed esperienze raccontate nel video reportage disponibile sul canale youtube della Rete.

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