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L’inter-(minabile)city 723 Roma- Catania del 14 settembre, metafora del Sud calpestato (ancora una volta)

treno Fs

È triste dover raccontare della disavventura che ha interessato i viaggiatori dell’Intercity 723 partito ieri mattina da Roma direzione sud, capolinea Siracusa.

Qualcuno potrebbe dire parafrasando una celebre affermazione “Vedi Napoli e poi muori”, ed infatti dopo il funesto presagio del malfunzionamento all’aria condizionata, dopo  nemmeno un’ora di viaggio dal capoluogo partenopeo veniva dichiarato il guasto al treno, la cui lenta agonia (a velocità ciclistica) alla fine trapassava alla  stazione di Bagnara.

Qui  si provvedeva alla sostituzione con un altro pezzo di “antiquariato”- visti dall’esterno sti poveri mezzi ferroviari dimostrano decisamente il logorio del loro utilizzo- anche se a dire del “romantico” capotreno questi motori  ad elettricità sarebbero anche più facilmente “risuscitabili”  rispetto ad un “Freccia Rossa” la cui tecnologia estrema in caso di guasto ne celebrerebbe la morte “subitanea”; sarà…… c’è bisogno di prenderla con filosofia che ancora il viaggio è lungo e poi,  mai prima di ora  avevamo  potuto apprezzare così bene l’aspra quanto affascinante natura della costa Calabra, (lei si che digrada “repentinamente” nel mare Jonio).

Con il trapianto del nuovo locomotore pare il viaggio avere un sussulto, ma dura poco, ahimè ci stoppa Villa S. Giovanni e lo Stretto, p-u-n-t-o.

Se non altro si pensa al refrigerio che può offrire il ventoso tratto di mare che divide la Calabria dalla Sicilia; e solo di aria e vedute ci delizieremo, poiché anche l’agognata pausa al bar ci è negata da uno sciopero del personale che opera alla ristorazione del traghetto delle ferrovie di Stato, -non piove ma è come se “piovesse sul bagnato”- scendiamo mestamente al treno e speriamo che almeno da Messina, dove avviene lo smembramento delle carrozze, si possa di volata arrivare a chiudere un viaggio che segna già tre ore di ritardo sulla tabella di marcia. Speranza vana…. adesso è il momento dei capricci alle chiusura delle porte sebbene un giovane passeggero ci indica la  targhetta recante la recentissima revisione delle stesse, sic!

almeno si socializza con i nostri compagni di scompartimento, siamo felici per l’anziana signora  che scende a Taormina-Giardini,  già si vede alla sua amata casa! i reduci ci rendiamo presto conto che le ultime promesse del capotreno di arrivo a Catania per le 20.15 si rivelano l’ennesimo bluff di un viaggio sventurato  che adesso deve fare pure i conti con le numerose coincidenze del tratto di costa jonica che precede l’arrivo alla Stazione di Catania, dopo 11 ore circa di viaggio, di più se si è partiti da Roma!.

Saluti affettuosi  a coloro che ancora dovranno scendere nel siracusano e al giovane ennese che sarà accompagnato a casa con un mezzo sostitutivo;  noi cittadini Italiani di serie B ci  ripromettiamo  che questa volta almeno  faremo  valere i nostri deboli diritti di viaggiatori all’ indennizzo del 50% del biglietto.

L’alta velocità qui al Sud? Si, nel giorno di mai.

treno Fs                                                                                                                                                                             Pietro Benina

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