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L’ipocrisia del “teniamo famiglia” – Blog Galante

Ancora una volta, non l’ultima sono certo, scopriamo o meglio riscopriamo che anche i ministri “tengono famiglia”. Il compagno della Guidi è il secondo dopo il figlio di Lupi a determinare la caduta (politica) del loro augusto congiunto. Ed allora perché non cambiare prospettiva? Perché farli bestemmiare in chissà quale lingua perché sono stati tanto polli da farsi intercettare e non valutarli per quello che fanno in qualità di ministri o altissimi funzionari dello Stato? Sono stati buoni ministri? Hanno fatto il bene dello Stato e dei cittadini? Siamo in grado di valutarli per il loro operato?

In America se sei un grande chirurgo un ospedale ti assume, ti strapaga, assume la tua compagna e chi ti pare pur di avere un grande professionista al suo servizio, perché un ministro italiano o in genere un grande professionista italiano, se lavora nel pubblico, non può essere considerato allo stesso modo? Il “teniamo famiglia” è un aspetto dell’italianità e lo sarà sempre quindi perché costringere un ministro qualsiasi o un presidente di regione a fare assumere un figlio o una compagna da un collega di un altro dicastero chiedendo un “piacere”che poi dovrà restituire? Gestiscono, più o meno liberamente, bilanci di centinaia di milioni di euro se non di miliardi e li crocifiggiamo se scopriamo che un parente viene assunto, grazie al loro intervento, a 1500 euro al mese e non chiediamo conto di come spendono i soldi dei bilanci pubblici.

E’ una forma di ipocrisia ignorante che nel 2016 è semplicemente ridicola. Spostiamo la nostra attenzione su come lavorano i ministri dello Stato dandogli degli obiettivi precisi e gli strumenti per realizzarli e valutiamoli per i risultati.

Il ministro degli interni deve diminuire i reati di una data percentuale, il ministro della giustizia deve far svolgere i procedimenti entro un certo termine, il ministro del turismo deve aumentare il numero dei turisti stranieri e così via e finiamola di pensare che i ministri, ma i politici in genere, siano, in quanto tali, dei capolavori di etica e dei campioni della morale. In Italia non se ne sono mai visti perché gli italiani, tra l’altro, “tengono famiglia”.

Luca Galante

Consulente Aziendale

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