Cultura

M5S. A Tremestieri Etneo il comune non contribuisce alla mensa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Nella seduta di consiglio comunale del 15 settembre 2016 e’ stato approvato un atto d’indirizzo politico con  il quale il comune darà in concessione il servizio di refezione scolastica. Aver introdotto la concessione, anziché l’appalto pubblico di servizi, causa l’effetto di alienazione di tale servizio dalle politiche sociali del comune ed in particolar modo da quelle che riguardano le famiglie.
In altre parole, il comune gestirà solo la procedura di gara mentre le famiglie avranno un rapporto diretto con la ditta vincitrice  l’appalto che fornirà i pasti agli alunni delle scuole comunali. Questo rapporto diretto consiste nel pagamento per intero dei ticket direttamente dalle famiglie alla ditta senza che il comune contribuisca alla riduzione del costo del pasto. La proposta è stata osteggiata dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Domenico Di Guardo, il quale ritiene opportuno riservare delle risorse per aiutare le famiglie, soprattutto quelle bisognose, nell’acquisto dei pasti.
Nel territorio di Tremestieri Etneo, infatti, sono riscontrabili realtà sociali disomogenee con famiglie a basso reddito sotto la soglia della povertà e altre famiglie nelle quali è frequente riscontrare un momentaneo o cronico stato di inoccupazione dei genitori. “Sono veramente sconfortato dalla poca attenzione che l’amministrazione del Sindaco Rando pone verso le famiglie” , afferma il consigliere Di Guardo, “a noi del Movimento 5 Stelle non resta altro che segnalare la mancanza di volontà della nuova amministrazione di rompere con le decisioni prese nelle precedenti sindacature in nome di un eccessivo rigore sui tagli alla spesa per risanare i conti. Lo smantellamento indiscriminato dei servizi sociali, non trova giustificazione nel piano di riequilibrio comunale che, ex lege, può limitarsi a una riduzione parziale della spesa e non totale come deliberato con questo atto di indirizzo politico. Secondo noi, nella gestazione delle previsioni di bilancio si potrebbero tagliare delle spese su servizi inefficienti e dirottarle verso l’aiuto alle famiglie con confermato disagio sociale. Per fare questo ci vuole volontà politica e, purtroppo, registro che, in seno a questo consiglio, non c’è  voglia alcuna di rimettersi in discussione con le politiche sociali”.

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