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Mafia. Sequestrate azioni di Eurospin Sicilia a imprenditore

Catania. I Carabinieri del ROS hanno eseguito, su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica, un provvedimento di sequestro dei beni emesso dal Tribunale di Catania – Sezione misure di prevenzione nei confronti di Bonanno Ferdinando, imprenditore emerso nell’ambito dell’indagine IBLIS poiché legato ad esponenti apicali della famiglia di cosa nostra catanese SANTAPAOLA – ERCOLANO e condannato il 27.05.2013 dalla Corte di Appello di Palermo alla pena di anni 4 e mesi 8 di reclusione poiché ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa. Il sequestro in questione ha riguardato il 6% delle azioni di Eurospin Sicilia, di proprietà del suddetto Bonanno, con valore complessivo stimato in circa 3 milioni e 600mila euro.

Dalle indagini sarebbe emerso che l’uomo, avente la qualifica di responsabile del settore sviluppo, entrava in accordi con le famiglie di cosa nostra catanese e siciliana per l’individuazione di nuovi punti vendita da aprire, al fine di espandere il territorio. In cambio, per le famiglie mafiose, indubbi benefici derivanti dalla gestione dei punti vendita, indennizzi economici e assunzione di personale dalle stesse segnalato. Nello specifico è stato messo in luce il rapporto tra Bonanno e i fratelli Aiello Vincenzo ed Alfio (il primo, all’epoca dei fatti, rappresentante provinciale dei Santapaola – Ercolano) e con Rosario Di Dio, noto esponente malavitoso operante nella zona di Ramacca e Palagonia. Grazie ai fratelli Aiello Bonanno è riuscito ad aprire nuovi punti vendita nell’agrigentino, attraverso la mediazione con l’allora latitante Falsone Giuseppe ed il benestare di Bernardo Provenzano, felici di contrastare l’espansione di un’altra catena di supermercati promosso da Matteo Messina Denaro.

Anche in provincia di Catania sono state accertate dinamiche simili, nel comune di Palagonia, dove il terreno da acquistare è stato indicato da Di Dio e con lo stesso sono state portate a termine le trattative. In cambio, Di Dio ha assicurato il sostegno per ottenere dalla pubblica amministrazione tutte le autorizzazioni necessarie per l’apertura del punto vendita, grazie ai rapporti accertati tra lo stesso Di Dio ed il sindaco pro tempore Fausto Fagone, anch’egli arrestato nell’operazione Iblis.

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