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Mafia. Sequestrati beni a Vincenzo Ercolano, 23 milioni di euro il valore complessivo

Catania. Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni emesso su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica, dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione (ai sensi del D.LGS. 159/11) nei confronti di ERCOLANO Vincenzo (fu Giuseppe e fratello dell’ergastolano Aldo). In particolare sono state poste sotto sequestro 6 imprese e tutti i beni strumentali ad esse connessi, per un valore complessivo di circa 23 milioni di euro.

Il provvedimento scaturisce come conseguenza delle operazioni CARONTE del novembre 2014, in cui furono emessi 23 ordini di custodia cautelare, e IBLIS del novembre 2010, in cui vennero tratti in arresto 50 affiliati delle famiglie di cosa nostra di Catania, Ramacca e Caltagirone. 

Vincenzo Ercolano è ritenuto partecipe della famiglia di cosa nostra Santapaola – Ercolano e, secondo l’inchiesta, si sarebbe servito di tale particolare posizione per condizionare il regolare andamento del libero mercato, prevalentemente dei trasporti su gomma, puntando a detenerne il monopolio. L’uomo infatti, insieme al padre, era titolare di diverse imprese di trasporti, alcune delle quali di considerevoli dimensioni. Inoltre, per aggirare gli effetti di un precedente provvedimento di sequestro emesso nei confronti del padre, Ercolano ha costituito una nuova società (R.C.L.) che, attiva sempre nel settore dei trasporti, veniva intestata fittiziamente a terzi e stava di fatto subentrando nei rapporti commerciali che erano invece prima gestiti dalla GEOTRANS.

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