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Mare, costa ionica invivibile. Scarichi fognari, rifiuti, invasioni di topi e blatte ed epidemie: servono interventi immediati

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La costa ionica è caratterizzata dalla presenza di numerosi bollini rossi – Fonte Legambiente

Lo aveva annunciato il report di Goletta Verde, la campagna di Legambiente per monitorare e difendere il mare, e se ne sono accorti praticamente tutti i fruitori: la costa ionica, in particolare nel tratto che va da Taormina a Catania, è ancora “violentata” dagli scarichi dei reflui urbani rilasciati in mare senza adeguata depurazione. Un fenomeno che se è già preoccupante di per se, lo diventa ancor di più in estate, quando i comuni della zona sono popolati da migliaia di turisti che scelgono il nostro mare per trascorrere le loro vacanze.

Il report di Legambiente ha bocciato tutte e tre le stazioni di campionamento delle nostre coste: Calatabiano, Aci Trezza e Catania. Il motivo? altissimi livelli di batteri fecali, ovvero scarico incontrollato di reflui urbani. Eppure nelle spiagge che intercorrono tra un punto di campionamento ed un altro non vige alcun divieto di balneazione, motivo di numerose polemiche nei giorni scorsi a causa di una epidemia virale che causa vomito, diarrea, spossatezza e febbre, che pare aver colpito centinaia di bagnanti delle zone di Fondachello e Marina di Cottone e che potrebbe essere stata veicolata proprio dai batteri coliformi presenti in mare.

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La Sicilia spicca per i numerosi siti inquinati rilevati – Fonte Legambiente

Di questa mattina è, inoltre, un video pubblicato dalla pagina Facebook “Lungomare Liberato” che mostra come a San Giovanni Li Cuti numerosi bagnanti, tra cui molti bambini, “sguazzavano” a pochi metri da un gruzzolo di feci galleggianti e di numerosi rifiuti intrappolati tra gli scogli (Per vedere il video clicca qui). Va però sottolineato come a San Giovanni Li Cuti viga un divieto di balneazione, essendo presente un porticciolo, e che non è affatto razionale che dei genitori facciano fare il bagno ai propri figli proprio li.

Molte delle spiagge libere della zona ionica non sono dotate di servizi igienici e docce, causando non pochi problemi ai fruitori, costretti a ricorrere ai servizi igienici delle attività commerciali o, nei casi peggiori, a fare i propri bisogni direttamente in mare o in spiaggia.

Non solo scarichi. A peggiorare la situazione un forte grado di inciviltà che spesso domina nei bagnanti. La quantità di rifiuti presente nelle zone costiere è imbarazzante, specie dopo i tradizionali festeggiamenti del ferragosto. Si tende a dimenticare troppo spesso che molti di questi, una volta abbandonati, finiscono in mare andando a compromettere l’integrità degli ecosistemi e rendendo sempre più inquinata l’acqua, la stessa acqua che si pretende di trovare pulita quando si ritorna in spiaggia.

A fare festa, in questo “mare” di illegalità, sono gli animali infestanti, su tutti topi, ratti e blatte, che godendo di cotante risorse a loro disposizione si moltiplicano invadendo i comuni costieri della zona, con vere e proprie esplosioni.

Ho scritto a Legambiente per chiedere di sondare su tutti questi problemi – ci ha scritto l’Ing. Alfio Pennisi, amministratore del gruppo Facebook CambiAmo la Sicilia, che quotidianamente denuncia il degrado delle coste ioniche -. Come è possibile che spiagge come quelle di Fondachello e Marina di Cottone, interne a due siti altamente inquinati, come rilevato da Legambiente, siano considerate non inquinate e quindi balneabili?

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