Cronaca

Mazzeo. “Nell’indifferenza preoccupante di buona parte delle autorità preposte, il capannone nella zona industriale continua a bruciare e a produrre fumo nero!”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

“Nell’indifferenza preoccupante di buona parte delle autorità preposte, il capannone nella zona industriale continua a bruciare e a produrre fumo nero. E tutto questo a distanza di una settimana dall’incendio che ha provocato tensione e preoccupazione tra i lavoratori della zona”. E’ una denuncia forte quella di Angelo Mazzeo, Segretario Provinciale della Ugl Metalmeccanici nonché RSU della STMicroelectronics, pertanto lavoratore che “vive” l‘area industriale nella sua quotidianità. “Attendiamo ancora risposte sugli accertamenti di eventuale tossicità dei fumi, ma tali sentenze in vista sembrano non esserci, dal momento che gli organismi preposti devono ancora rendere pubbliche le analisi. Ci sono tante domande irrisolte e tante incertezze sui numeri del disastro. Le prime fonti parlavano di combustione di soli rifiuti urbani non pericolosi. Successivamente, sia per la mole impressionante di fumo, che per le prime testimonianze sul posto, si è compreso che nell’incendio c’erano rifiuti anche di altro tipo: plastica, pneumatici, latta di vernici, probabilmente eternit, di certo rifiuti misti, solidi urbani e speciali, probabilmente accumulati in abbondanza, di certo non sorvegliati sufficientemente, dato che il contenimento dell’incendio è stato nullo e l’area non era sorvegliata da nessun personale di sicurezza. Ufficiosamente vi sono state rassicurazioni sui numeri dell’emergenza, che non avrebbe dovuto causare danni eccessivi, anche se i giorni d’incendio, la combustione di tonnellate di rifiuti, la pioggia di questi ultimi giorni che ha cosparso ancora di più le ceneri, non sgomberano il campo dal terrore di diossina”. “La zona industriale è stata chiusa in una cappa scura, e sarebbe opportuno capire perché, dopo sette giorni arrivando a lavoro incappiamo ancora con strani ’ritorni di fiamma’, e comprendere altresì quando i Vigili del Fuoco saranno in grado di spegnere definitivamente le fiamme o probabili focolai. L’area interessata è enorme e i lavoratori che transitano e vi operano sono decine di migliaia”. “Ma intanto le domande che restano, si spera non svaniscano proprio come il fumo di questi giorni. Sarebbe utile e opportuno fornire l’elenco completo di tutte le operazioni e analisi svolte, per capire i reali pericoli ed effettivamente quali materiali sono andati bruciati. La natura dolosa dell’incendio, intuita da molti, dovrà avere immediati riscontri da parte delle autorità giudiziarie. Soprattutto sarebbe giusto, per i lavoratori di un territorio già martoriato ed umiliato da tutte le istituzioni, capire quali rischi potrebbero sorgere dopo il disastro di questi giorni”. “Una catastrofe poco raccontata – conclude Angelo Mazzeo – perché forse non affascinante quanto la nave Concordia, perché nelle fabbriche non si hanno storie esotiche da raccontare, ma che forse meriterebbe un’attenzione ed una preoccupazione differente”.

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