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Meeting a Trecastagni dedicato alla Beata Chiara Luce Badano. Il racconto e le foto di una nostra lettrice

Mercoledì 26 Novembre 2014 un pomeriggio speciale nella Chiesa Madre di Trecastagni trascorso in compagnia di Ruggero e Maria Teresa, genitori della Beata Chiara Luce Badano, di Chicca la sua migliore amica, e di Franz il “non credente”.

Una Chiesa gremita di gente lì per ascoltare una grande testimonianza di fede.

Nella sacralità di quel luogo, con il volto di Chiara che si ergeva radioso verso i presenti, siamo stati accolti dalla gentilezza di Maria Teresa, dall’emozione di Ruggero, dalla semplicità di Chicca e dalla schiettezza di Franz. Ognuno di loro ha raccontato, con parole semplici, momenti della breve ma intensa vita di Chiara. Un dono di Dio e della Madonna così l’hanno più volte definita i genitori.

Una grande emozione e commozione accomuna tutti nell’ascoltare quelle parole così cariche di significato, nel sentire come Chiara fin dall’età di nove anni scelse di vivere il Vangelo, di amare sempre e comunque tutti, anche e di più i nemici. Aveva grandi progetti, voleva una famiglia, tanti figli, voleva diventare medico, andare in Africa per aiutare i bambini. Lei, che non esitava davanti a nulla, che riusciva a vedere Gesù nel più debole, nel sofferente persino nel “non credente”. Lei che aveva detto il suo “si” a Gesù nella gioia, con la malattia lo conferma e lo rafforza nel dolore.

Raccontando gli ultimi minuti della vita della figlia, Maria Teresa ha ricordato di come Chiara volesse salutare tutti ma in particolar modo i giovani, quei giovani ai quali, come si fa alle Olimpiadi, voleva passare la fiaccola, la fiaccola della fede.

Una tale testimonianza ha portato i presenti a riflettere, alcuni hanno posto delle domande non perché non fosse chiaro il messaggio ma perché lo si voleva amplificare. Chiara era lì con noi e noi con lei.

Venerata in tutto il mondo, influenza la vita di molti giovani, quei giovani che lei tanto ama e che grazie a lei  comprendano come la santità si possa sperimentare ancora oggi, nonostante si viva in una società che tende sempre più a rendere sacro il profano.

Mi piace concludere con un pensiero di Maria Teresa che veramente credo sia stata determinante, santa un po’anche lei, che fin dall’inizio con i suoi gesti con le sue parole di conforto ha veramente “messo le ali” alla figlia, lasciandola libera di volare al Padre. Ebbene nel momento in cui durante la cerimonia di Beatificazione il volto di Chiara pian piano si scopriva e gli occhi della madre lo osservavano lucenti ecco cosa dice: “Chiara ora sei Chiesa, ora sei di tutti, ti lascio andare”.

Rita Carcagnolo

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