Meteo

Meteo: ancora un weekend instabile, oltre 100 mm di pioggia nel trapanese. Da lunedì torna l’alta pressione

La fase stabile e soleggiata che nel corso della settimana ha interessato la Sicilia, inframmezzata solo dal transito di una modesta perturbazione atlantica nella giornata di mercoledì, è già giunta alla conclusione. L’isolamento di una circolazione depressionaria tra le coste tunisine e il Canale di Sicilia – fil rouge degli eventi perturbati che si susseguono ormai da diverse settimane – ha determinato un generale peggioramento delle condizioni atmosferiche a partire dalla tarda serata di ieri, con effetti più marcati sulle province occidentali e meridionali dell’isola.

Nella notte un insidioso sistema temporalesco dalla caratteristica struttura a “V” (V-shaped storm) ha colpito con violenza il trapanese e il settore più occidentale della provincia di Agrigento, apportando precipitazioni a regime di nubifragio nei settori già duramente provati dalle precedenti perturbazioni: tra le centraline delle reti di rilevamento del SIAS e dell’Osservatorio delle Acque, spiccano gli oltre 107 mm/12 ore di Mazara del Vallo, i 92 mm di Salemi, gli 80 mm di Fulgatore (frazione di Trapani), i 75 mm di Castelvetrano e i 52 mm di Marsala. Ad appena sei giorni di distanza dall’immane tragedia di Casteldaccia, con la pioggia è tornato l’incubo alluvione: l’esondazione del fiume Mazaro ha allagato i quartieri bassi di Mazara dal Vallo, costringendo una parte della popolazione a rifugiarsi nei piani alti delle abitazioni in attesa dell’intervento dei Vigili del Fuoco; si registrano, inoltre, danni a piccoli natanti ormeggiati nel porto canale.

Maltempo a Mazara: danni a piccole imbarcazioni per l’esondazione del fiume Mazaro. Fonte immagine: Ansa

Nelle prossime 12/18 ore, con la graduale traslazione del minimo di bassa pressione verso il mar Libico, il maltempo si concentrerà essenzialmente sulla fascia ionica della Sicilia. In presenza di correnti umide dai quadranti orientali, le precipitazioni si mostreranno più diffuse e consistenti nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa; l’orografia potrà esacerbare la portata delle precipitazioni, più abbondanti a ridosso dell’Etna e dell’altopiano ibleo, ma fortunatamente senza picchi estremi. In quest’occasione la neve tornerà ad imbiancare le alte quote del vulcano.

Nella giornata di domenica 11 le condizioni atmosferiche volgeranno ad un sensibile miglioramento a partire dai settori centro-occidentali della Sicilia; sotto i venti di Levante e Grecale, una residua instabilità tenderà ad attardarsi tra il versante orientale dell’Etna, il basso catanese e il siracusano costiero, con rovesci e piovaschi che diverranno via via più brevi, occasionali e localizzati. 

Per l’hinterland di Catania l’estate di San Martino è rinviata solo di qualche ora: la prossima settimana si aprirà, infatti, sotto l’egida del promontorio anticiclonico di matrice subtropicale, che gradualmente porterà i suoi massimi sull’Europa centrale; una buona notizia per i territori siciliani duramente colpiti dal maltempo e particolarmente vulnerabili al rischio idraulico e idrogeologico, un segnale non particolarmente confortante nell’ottica di un quadro d’insieme a grande scala che vede la persistenza di gravi anomalie (termiche e pluviometriche) nella circolazione atmosferica del continente europeo, fortemente predisposta a fenomeni atmosferici estremi.

Le anomalie termiche medie al suolo attese nei prossimi 5 giorni in Europa: si notino i valori quasi ovunque positivi, superiori alle medie di 3/6°C nelle Nazioni centro-settentrionali 

Per almeno quattro giorni tornerà dunque il bel tempo sulla nostra Isola, in un contesto termico gradevole e leggermente superiore alle medie climatiche del periodo. La subsidenza anticiclonica, la scarsa copertura nuvolosa e la ventilazione blanda favoriranno un’ampia escursione termica giornaliera tra il dì e la notte, con massime che nelle città costiere si attesteranno generalmente tra i 19 e i 21°C; saranno possibili, inoltre, locali foschie e qualche banco di nebbia nelle vallate interne tra la notte e l’alba.

 

 

 

 

In alto