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Meteo Sicilia: Natale in compagnia dell’anticiclone, si aggrava la siccità

La fase rigida e ventosa che da diversi giorni interessa la Sicilia sta per volgere alla conclusione. In presenza di un flusso freddo di origine balcanica, nel corso della settimana le temperature hanno subito una sensibile diminuzione, portandosi al di sotto delle medie del periodo. All’alba del 19 dicembre, la stazione meteorologica di Monte Conca, sita a 1875 m.s.l.m sul versante nordest dell’Etna, ha registrato una minima di -10,4°C; le gelate notturne non hanno risparmiato nemmeno le basse quote, come dimostrano i -2°C di Sigonella e i -1°C dell’aeroporto di Fontanarossa. Il flusso nordorientale, esacerbato dal gradiente barico orizzontale presente tra i Balcani e il Mediterraneo centro-occidentale, ha favorito inoltre mareggiate sulle coste del basso Ionio. Grandi assenti, ancora una volta, le precipitazioni.

NON SARA’ UN BIANCO NATALE. Nelle prossime 72 ore l’anticiclone delle Azzorre si espanderà sull’Italia, garantendo condizioni stabili e soleggiate in un contesto progressivamente più mite. L’incremento della pressione e del geopotenziale in quota favorirà un ampio soleggiamento sull’intero territorio regionale quantomeno fino a Santo Stefano. Le temperature andranno incontro ad un graduale aumento: le massime si attesteranno tra i 15 e i 18°C lungo i litorali, con picchi persino superiori tra la Piana di Catania e il siracusano; i cieli stellati e la ventilazione in fase di attenuazione favoriranno, inoltre, un’ampia escurisione termica tra la notte e le ore diurne.

Fig. 1 – Disposizione e anomalie del campo di geopotenziale nel piano isobarico di 500 hPa attese per il 25 dicembre: in evidenzia il vasto promontorio anticiclonico tra il Mediterraneo centrale e i settori centrali europei. Ad ovest del Continente, sulla Penisola Iberica, primi segnali di cambiamento ad opera di una modesta saccatura atlantica.

Un quadro sinottico destinato a variare tra il 27 e il 29 dicembre per il transito di perturbazione nord-atlantica a partire dai settori occidentali del Mediterraneo. Occasione per qualche pioggia sparsa, di debole o moderata entità, più probabile lungo la fascia tirrenica, in un contesto termico nuovamente invernale. In seguito, con la rimodulazione degli schemi circolatori e il ricompattamento del Vortice Polare, deus ex machina delle dinamiche atmosferiche dell’inverno boreale, l’anticiclone potrebbe tornare ad interessare l’Italia.

ETNA, STAGIONE SCIISTICA IN SALITA. L’evoluzione meteorologica del primo mese invernale non ha apportato nevicate significative alle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa. Alle quote degli impianti sciistici, differentemente dal dicembre 2016, si riscontrano solo sparute tracce di neve. Le dinamiche atmosferiche attese a medio e lungo termine, per altro, non preludono a variazioni sostanziali del quadro attuale. Si faranno ancora attendere le circolazioni depressionarie in grado di favorire l’afflusso di correnti umide e perturbate dai quadranti orientali, indispensabili per la strutturazione di un fondo nevoso spesso e compatto.

ALLARME SICCITA’. Come ribadito ripetutamente all’interno di questa rubrica, la siccità è l’elemento meteorologico cardine del 2017. In Sicilia, ad un mese di gennaio gelido e nevoso, hanno fatto seguito una seconda parte dell’inverno contraddistinta da una crescente ingerenza dell’anticiclone ed una primavera avara di precipitazioni. Il dominio del promontorio subtropicale di matrice nordafricana, inoltre, ha inibito l’attività temporalesca nelle ore pomeridiane durante la stagione estiva, segnata ancora una volta dall’emergenza incendi. Un trend pluviometrico in deficit che non è stato controbilanciato dall’autunno appena concluso, governato dalla prevalenza di correnti zonali e penalizzato dalla cronica assenza di perturbazioni afromediterranee organizzate.

Fig. 2 – L’indice SPI (Standardized Precipitation Index) calcolato sulla base dei dati pluviometrici degli ultimi 24 mesi (novembre 2015 – novembre 2017). Siccità da moderata a severa sul palermitano, lungo la dorsale dei Nebrodi, sul versante nordoccidentale dell’Etna e in alcuni settori della Sicilia centrale. Fonte: Osservatorio delle Acque.

Diverse località dell’entroterra siciliano e del versante occidentale dell’Etna registrano pluviometrie annuali inferiori dal 25 al 40% alle medie trentennali di riferimento, con un impatto notevole sia sull’agricoltura, sia sulle risorse idriche. Come riporta l’Osservatorio delle Acque, i dati disponibili al 1 dicembre 2017 confermano, in quella che dovrebbe essere la fase più piovosa dell’anno, un’ulteriore diminuzione dei volumi idrici in gran parte degli invasi siciliani rispetto ai mesi precedenti. Sono circa 60 i milioni di metri cubi d’acqua in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, che pure aveva già palesato una progressiva diminuzione dei tassi di piovosità rispetto alle annate precedenti. 

Con l’auspicio di un celere e sostanziale cambio di rotta nel corso del 2018, giunga a tutti i Lettori della Gazzetta Catanese l’augurio di serene festività.

Andrea Bonina | meteoetna.com

 

 

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