Cultura

Misterbianco nasce l’Urban Innovation Laboratory

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Ieri mattina, con la firma del Rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro e del sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo è nato il nuovo “Urban Innovation Laboratory” di Misterbianco.
Si tratta di un incubatore che favorirà i processi di innovazione tecnologica e sociale e valorizzare le idee e le giovani imprese.
Una struttura strategica per consentire alla regione e alle comunità di tornare ad essere competitive sul mercato internazionale facendo leva sulla risorsa più grande che ha la Sicilia: i suoi giovani, le sue intelligenze, i suoi laureati.
Una iniziativa unica nel suo genere in Sicilia e tra le prime nel Mezzogiorno che avrà sede nel laboratorio di Città “Nelson Mandela”, in via Giuseppe Barone a Misterbianco.
“Da tempo promuoviamo numerose iniziative per la diffusione della cultura d’impresa – hanno ricordato Pignataro e Portoghese – e presto saremo in grado di offrire al nostro territorio alcune nuove strutture che avvicineranno sempre più, anche fisicamente, il mondo della ricerca e quello dell’impresa. In questo senso, ci sembra fondamentale il ruolo degli enti locali per creare le condizioni di sviluppo del capitale umano”.
Il progetto è finalizzato anche allo sviluppo di soluzioni nuove ed ai bisogni del territorio, alla creazione e allo sviluppo di start up innovative e a vocazione sociale e scaturisce grazie ad una forte collaborazione e condivisione d’intenti tra l’Università di Catania e il comune etneo.
“A nome della mia comunità – ha sottolineato il sindaco Di Guardo – ringrazio l’Università di Catania per l’apporto e le esperienze che investirà in questo progetto, volto ad offrire nuove prospettive per i nostri giovani, coniugando innovazione e sviluppo”.
La sede messa a disposizione dal comune offre anche un auditorium con 500 posti, una galleria d’arte, una mediateca (nell’aula studio “Fabrizio De Andrè”), un’agorà di 1500 metri quadri, oltre agli spazi per laboratori musicali e teatrali. Qui il Capitt (Centro per l’aggiornamento delle professioni e per l’innovazione e il trasferimento tecnologico) dell’Ateneo, che curerà le attività nel laboratorio, potrà svolgere le necessarie attività di assistenza, formazione, consulenza per lo sviluppo di uno spazio di co-working e incubazione di nuove idee, progetti, iniziative imprenditoriali ad alto contenuto innovativo nel territorio.
“Questo esperimento – si è augurato l’assessore allo Sviluppo economico Marco Corsaro – può inoltre divenire un avamposto per altri comuni del comprensorio”.
Erano inoltre presenti il presidente e il direttore del Capitt (il Centro per l’aggiornamento delle professioni e per l’innovazione e il trasferimento tecnologico dell’Ateneo, che curerà le attività nel laboratorio) Rosario Faraci e Aldo Missale e l’avv. Ninni Anzalone.

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