Cronaca

Misterbianco. Nel 71° Anniversario della festa della Liberazione, il sindaco Di Guardo ricorda il partigiano Orazio Costorella

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Stamani alle 10,00 in occasione del 71° anniversario della Festa della Liberazione il sindaco Nino Di Guardo ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento che ricorda il sacrificio del concittadino Orazio Costorella, nella omonima piazza.
Dopo le note del silenzio è stata ricordata la figura di Orazio Costorella e di quei tragici giorni del febbraio del 1944 che portarono alla cattura del giovane concittadino ed alla sua uccisione.
L’assessore alla Cultura Giuseppe Condorelli ed il sindaco Di Guardo, hanno evidenziato l’importanza della ricorrenza a difesa dei valori della libertà e della democrazia che debbono essere trasmesse alle nuove generazioni.
Il sindaco Di Guardo ha voluto partecipare ai presenti l’emozione provata nei giorni scorsi ricevendo una telefonata in comune da parte di Alfredo Petrini, un Narnese che lo ringraziava per l’iniziativa a ricordo di questo giovane che lui aveva conosciuto in quei tragici giorni.
Alla cerimonia oltre al sindaco e l’assessore Condorelli hanno presenziato il presidente del Consiglio comunale Nino Marchese, gli assessori Federico Lupo, Santo Mancuso e Stefano Santagati, il consigliere comunale Cristian Vitrano, il vice comandante della Polizia municipale Antonio Vazzano e diversi cittadini tra cui ex consiglieri e l’ex sindaco Ninella Caruso oltre ad una rappresentanza dell’ANPI che al termine della cerimonia ha deposto un mazzo di rose.

 

Orazio Costorella
Venti anni il 17 febbraio del 1944 fu fucilato dalle forze nazifasciste a Poggio di Otricoli in provincia di Terni e decorato nel 2006 con la medaglia d’Oro alla memoria dal Presidente della Repubblica Ciampi, in quanto arrestato nel corso di un conflitto a fuoco, per non aver voluto abbandonare il suo compagno Di Blasi, ed interrogato per avere informazioni sul nascondiglio dei suoi compagni partigiani della Brigata Garibaldi, rimase in silenzio, sapendo che tutto ciò gli sarebbe costatata la vita. Fu subito fucilato nella piazzetta che oggi porta il suo nome e quello di Gaetano Di Blasi. Momenti tragici ancora vivi nei ricordi di Alfredo Petrini di Narni in provincia di Terni che conobbe il giovane Costorella e che permise, grazie alle sue ricerche, di ricostruire quei momenti e svelare ai familiari il luogo della sua sepoltura.

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