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Molto “Oltre le mimose”: dalla concretezza di queste donne il rinascimento possibile della nostra terra

Con questo scritto vorremmo trasferire a chi non ha avuto la fortuna esser presente al convegno “Oltre le mimose”, l’entusiasmo per l’umanità  deflagrante di cui queste donne con le loro storie di vita ci hanno reso partecipi.

A dare l’incipit all’incontro di questo pomeriggio, la presidente del Presidio Partecipativo del Patto del fiume Simeto Silvana Ranza, la quale ,dopo i saluti e la presentazione delle relatrici, ha ceduto la parola alla Preside dell’I.T.E. “Gioacchino Russo” di Paternò.

La “prima” preside donna dell’istituto paternese, Concetta Centamore  ha subito messo in chiaro la sua avversione, maturata sin da ragazzina per una festa fine a se stessa, quando il mondo per i restanti giorni dell’anno si regge su stereotipi fortemente svalutanti del ruolo e dell’importanza della donna nei diversi contesti all’interno dei quali si svolge la  vita.

La testimonianza della Preside Centamore è il racconto del superamento di alcune barriere, retaggio di una cultura che vede la donna confinata in un agire  settoriale ben delimitato ( rif. al conseguimento della laurea in Fisica a Trieste) e al ricordo delle valenti colleghe siriane, che oltre a tenere le redini della ricerca del loro paese, onoravano giornalmente i connazionali colleghi uomini della preparazione del cibo -essendo tale incombenza chissà per quale motivo esentata ai loro “dis-simili!”.

Il riferimento all’oggi è in positivo alle capacità di leadership e alla capacità reticolare a progettare, all’attenzione agli aspetti empatici ma anche alle difficoltà a poter interagire con il mondo “al maschile” che esprime molto eloquentemente nella frase sovente a lei medesima rivolta: Preside “Iu cuu lei nun c’ha fazzu”.

C’è tanta strada ancora da compiere sul cammino del rispetto della persona –   che ci sia la responsabilità per “troppo amore” verso i piccoli d’uomo delle donne stesse? – questa l’osservazione che per ultimo ci è sembrato di ascoltare.

Il successivo intervento è toccato a Nunzia Lombardi, coautrice insieme ad altre nove donne del libro denuncia sullo scempio ambientale realizzato nella Terra dei fuochi “Teresa e le altre”, dura cronaca della  lotta dei comitati locali campani e del mondo della cultura  per l’emersione della verità sugli affari delle ecomafie e sulla complicità latente dello Stato italiano.

La Lombardi da quattro anni in Sicilia, va avanti e – come diceva il suo illustre conterraneo Massimo Troisi, “Ricomincia da Tre”: <<l’importante è mettere il proprio tassello e confidare nella vittoria futura>>.

La ricercatrice Ingegnere Giusy Pappalardo, dopo aver menzionato l’opera della collega Laura Saja, ha raccontato dell’esperienza della mappatura di comunità effettuata nel territorio della Val Simeto, grazie alla quale si è oggi approdati alla strategia di sviluppo territoriale del Patto del fiume.

Il merito di Giusy e Laura  è stato prendersi a cuore  di metter assieme le memorie locali per recuperare un sapere condiviso dal quale far partire la progettazione per azioni di progresso per il  nostro territorio.

La Pappalardo in chiusura ha tributato il meritato ricordo all’ attivista honduregna Berta Caceres, insignita del  Goldman Price per le sue lotte a fianco delle minoranze e per la salvaguardia dell’ecosistema minacciato dalla costruzione di una diga.

Vanessa Aiosa è un’altra giovane donna in prima fila nel processo di sviluppo simetino: dagli studi in Scienze Politiche, l’emergere della passione per l’esercizio della responsabilità collettiva per lo sviluppo territoriale; l’idea condivisa con L’Associazione “La Locomotiva” dell’arte quale espressione del proprio momento storico. E poi  il confluire nel fenomeno Patto Simeto, l’attenzione al concetto di “Bene Comune” da costruire con il sano protagonismo delle persone che si impegnano in prima persona; l’auspicio finale di un  femminismo inserito nella comunità per il perseguimento dei diritti sociali, civili, economici.

Agata Lipari Galvagno dell’associazione Cultura è Progresso, è presidente del neo istituito (ott. 2015) gruppo di acquisto solidale (GAS) Simeto; studentessa ventunenne in ingegneria e la voglia di disegnarsi il futuro in Sicilia, terra fertilissima eppure impoverita dalle logiche del mercato globalizzato che nel tempo ne hanno appiattito la grande bio-diversità. La passione e l’attenzione al cibo sano e nostrano e la valorizzazione delle persone che vogliono continuare a produrre nel Simeto.

Rossella Spanò dell’associazione “Giacche Verdi” di protezione civile ambientale, studentessa ventiduenne di Agraria; l’amore e il rispetto per la natura, la pazienza e la determinazione di trasmettere questi valori ai suoi compaesani, la volontà di realizzare a Bronte un mercatino del biologico.

Infine L’intervento dal pubblico di Angela Strano ed il richiamo ai valori della “Madre terra” e  la citazione ad adiuvandum di  A. Baricco sulle donne dell’Iliade e sul loro desiderio di pace, civiltà alternativa di geometria sentimentale.

Pietro Benina.

 

 

 

 

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