Cronaca

Motta Sant’Anastasia, un inceneritore nella Valle del Simeto?

MOTTA SANT’ANASTASIA – Una Delibera di Giunta dello scorso 19 dicembre (delibera-motta) porta il parere favorevole dell’Amministrazione di Motta Sant’Anastasia allo studio di fattibilità presentato dall’azienda svizzera Nexxus Energy AG (protocollata lo scorso 7 dicembre) che vorrebbe costruire nel territorio comunale un “Centro Tecnologico Innovativo”.

Di cosa si tratta? Si tratta di un grande polo di trattamento dei rifiuti che, in due distinte fasi, prevederà la costruzione di 13 piattaforme industriali, un centro di ricerche scientifiche sull’ambiente, un parco attrezzato con un lago e centro servizi, un punto ristoro ed un museo.

Un progetto ambizioso, all’apparenza, ma che cela il probabile unico scopo: l’incenerimento di rifiuti. Non è nascosto il fine della produzione energetica che, secondo la proposta aziendale, si otterrà mediante un processo ad emissioni “zero”. Si tratta di una proposta già presentata al sindaco di Belpasso circa due mesi prima, ma in quel caso la Nexxus ha incassato un sonoro rifiuto da parte del primo cittadino Carlo Caputo.

Il territorio in questione sarebbe vicino al fiume Simeto, al confine tra i territori di Belpasso e Motta Sant’Anastasia in prossimità dello svincolo autostradale della Palermo – Catania. Si tratta di 61 ettari di terreno agricolo che, se il consiglio comunale approverà la variante, cambieranno destinazione nel P.R.G.. L’intera opera si svilupperà su 465mila mq di terreno e prevede la creazione di 482 nuovi posti di lavoro (178 nella prima fase).

Questa mattina intanto si riunisce la commissione consiliare per analizzare la proposta prima che passi dal consiglio comunale.

Non si è fatta attendere la reazione di comitati e associazioni locali e regionali che hanno espresso la propria contrarietà ad un’opera che sorgerebbe in un territorio già ampiamente martoriato dalla presenza delle discariche di contrada Tiritì e contrada Valanghe d’inverno. Il comune, tra l’altro, nel maggio del 2015 ha formalizzato la propria adesione al Patto di Fiume Simeto che tra gli obiettivi cardine prevede l’adesione alla Strategia Rifiuti Zero, la quale non prevede il ricorso a discariche ed inceneritori. Vi è poi la dicitura emissioni “zero” che lascia perplessi i più sullo smaltimento delle ceneri e delle scorie e sulle possibili emissioni di gas tossici in atmosfera.

Presidio Partecipativo Patto di Fiume Simeto“Abbiamo ricevuto con molta apprensione la notizia che Motta Sant’Anastasia, attraverso una delibera di giunta, fa suo il progetto per la realizzazione di un termovalorizzatore/inceneritore, in netto contrasto con le finalità del Patto di Fiume Simeto la cui convenzione è stata solennemente sottoscritta anche dal sindaco della stessa cittadina il 19 maggio 2015.” A dirlo è Silvana Ranza, presidente del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto

“Ricordo che il patto di fiume nasce proprio da un momento di forte protesta della comunità simetina che nel 2002 si è battuta con molta energia contro il provvedimento dell’allora governatore siciliano Totò Cuffaro che prevedeva la creazione di un termovalorizzatore in territorio di Paternò . In quell’occasione migliaia di persone si mobilitarono a difesa della propria salute e a tutela dell’ambiente fortemente minacciata.
Si riuscì a scongiurare il pericolo grazie alla mobilitazione di tanti cittadini in particolare di Paternò e di Adrano che insieme costituirono dei comitati civici a difesa di tutta la comunità. In seguito si cominciò a costruire una rete che portasse i cittadini e le istituzioni a collaborare insieme per costruire una proposta di sviluppo coerente con le potenzialità del territorio . Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani la strategia condivisa da tutti gli attori del patto di fiume è stata fin da subito quella di Rifiuti Zero, quella che prevede la raccolta differenziata, recuperando il tanto materiale che una volta buttato può essere riusato/riciclato. 
Ora c’è il Presidio che ha ereditato tutta la storia dei comitati che si opposero nel 2002 alla realizzazione del termovalorizzatore targato Cuffaro e si è arricchito di tante altre associazioni che hanno come comune denominatore la tutela dell’ambiente e di conseguenza la tutela della vita di tutti gli essere viventi del territorio simetino, e ci opporremo con tutte le nostre forze alla costruzione di un inceneritore voluto dall’amministrazione di Motta. Oggi più di prima – conclude la Ranza –  siamo convintamente contrari a impianti di combustione per lo smaltimento dei rifiuti, la nostra comunità ha già scelto altro.”

 

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