Politica

Pac fluviali, dei 6 milioni per Catania pochi sono stati impiegati

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Una situazione paradossale che testimonia l’inadeguatezza politica e amministrativa della Regione Siciliana

Catania, 3 agosto 2016 – «In provincia di Catania, per i Pac Fluviali, erano stati realizzati progetti e assegnate somme per circa 6 milioni di euro. Di tali somme solo una minima parte è stata impiegata per eseguire dei lavori. E il resto? Perché la Regione ritarda ancora?»

Le segreterie provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil definiscono «assai paradossale» la situazione che si è venuta a determinare con i Pac Fluviali, e denunciano «la inadeguatezza politica e amministrativa della Regione Siciliana».

«Già nel corso del 2015 – spiegano – l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente aveva a disposizione circa 12 milioni di euro, per eseguire lavori di pulitura e di messa in sicurezza degli alvei fluviali in tutta la regione, interventi utili per contrastare il rischio di dissesto nei territori interessati».

Per il territorio di Catania, erano realizzati progetti e assegnate somme per circa 6 milioni di euro. Ma di tali somme solo una minima parte è stata impiegata. Per non parlare di altri 9 milioni di euro circa, da destinare al settore da altre fonti, ancora fermi in maniera del tutto ingiustificata».

«Tali inspiegabili ritardi – lamentano i sindacati – non solo comportano la mancata realizzazione di opere assai importanti che vanno eseguiti nel periodo estivo, ma va evidenziato che ulteriori ritardi comportano il rischio della perdita di questi fondi e la conseguente perdita di parecchie giornate lavorative con un danno sociale per la comunità».

Per tale motivo, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uildi Catania hanno già chiesto un incontro al Prefetto di Catania, «per cercare di avere un incontro congiunto con i soggetti interessati per sbloccare tale incresciosa situazione. Se sarà impossibile avere un’interlocuzione che produca effetti positivi, nella seconda metà del mese ci mobiliteremo mettendo in campo tutti gli strumenti per farci ascoltare».

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