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Paternò, Salvatore Fiore agli studenti dell’Istituto “Redi”: «Dopo 20 anni sono tornato un uomo libero»

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Alla Biblioteca comunale per la “Giornata della Legalità” la testimonianza dell’imprenditore di Belpasso che ha denunciato i propri usurai ed estortori

 

Un centinaio di studentesse e studenti dell’Istituto “Francesco Redi” di Paternò ha celebrato oggi nella Biblioteca comunale di Paternò la “Giornata della Legalità”, a conclusione della “Settimana del libro e della cultura” organizzata dall’Istituto. Al centro della mattinata, l’incontro con Salvatore Fiore, l’imprenditore di Belpasso che, dopo essere stato sotto usura ed estorsione per quasi vent’anni, ha deciso di denunciare i propri aguzzini. La sua storia, un vero e proprio percorso di liberazione, è raccolta nel libro scritto con Anna Milazzo, “Fiore… tutto a posto?”, che ripercorre tutta la vicenda: dalla fine degli anni Novanta , quando l’imprenditore cadde nelle mani del primo usuraio, al 17 giugno 2009, giorno in cui trovò il coraggio di denunciare; fino al 2014, quando con l’operazione “Money Lender” è stato scoperchiato uno dei più grossi giri di usura mai individuati a Catania.

Una testimonianza che oggi i ragazzi e le ragazze del “Redi” hanno potuto ascoltare dalla viva voce del protagonista: «Il giorno degli arresti – ha detto Fiore – è stato, dopo quello della nascita dei miei figli, il più bello della mia vita. Mi sono sentito finalmente libero e questa nuova vita la devo agli uomini delle forze dell’ordine che mi sono stati accanto sin dal primo momento».

L’incontro di questa mattina, moderato dal giornalista Luciano Mirone, è stato arricchito dagli interventi diFrancesco Leotta, comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Paternò, del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania Antonella Barrera, dell’avvocato penalista Enzo Guarnera e di Maria Luisa Barrera, del coordinamento provinciale di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie di Catania”.

Tra gli interventi anche quello di Valentina Campisano, assessore alla Cultura di Paternò: « La vera antimafia – ha detto – è quella fatta da persone che hanno vissuto sulla propria pelle le azioni dei mafiosi, ecco perché la testimonianza che oggi Fiore sta dando ai giovani è importantissima. Questo è un territorio in cui la mafia c’è: è di pochi giorni fa la notizia di un summit mafioso che si è tenuto proprio a Paternò. Però, purtroppo, spesso noi siciliani rischiamo di dimenticarlo. Ecco perché c’è bisogno di tenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso: noi lo stiamo facendo con una serie di iniziative come questa e come quella di ieri, che ha visto a Paternò la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi. Il prossimo appuntamento – ha concluso l’assessore – è previsto per il 23 maggio quando, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, arriverà qui a Paternò Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, protagonista di due momenti con gli studenti e con la cittadinanza».

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