Politica

Pensioni sociali e povertà, risposte insufficienti dal welfare locale e regionale

L’analisi di Cisl e Pensionati
Si allarga la platea dei pensionati e delle famiglie in difficoltà ma le risposte ai bisogni di cura e assistenza sono insufficienti

Da rivedere anche talune parti del nuovo Piano socio-sanitario regionale col nuovo assessore Razza

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Catania, 4 gennaio 2018 – Con 222 richieste di A.pe. Social e 314 di A.pe. Precoce, Catania è la prima provincia in Sicilia per numero di anticipi pensionistici concessi dall’Inps nel 2017. L’istituto previdenziale sottolinea anche l’incremento del numero di assegni sociali erogati nel territorio catanese. Inoltre, a conferma di quanto la Cisl dice da tempo, il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania, col suo studio sulla povertà basato sui dati Istat e pubblicato dal quotidiano La Sicilia, rileva tra l’altro, nella città capoluogo, l’aumento dei nuclei familiari in sofferenza.

È uno scenario di crescenti difficoltà delle famiglie quello analizzato dalla Fnp Pensionati con la Cisl di Catania, sulla base dei recenti elementi emersi sullo stato pensioni e povertà alle prese con le politiche socioassistenziali nel territorio etneo. 

«A Catania, i dati dicono che la platea di pensionati e anziani si fa sempre più ampia – commentano Alfio Giulio, segretario generale della Fnp Cisl siciliana, Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea e Marco Lombardo, segretario generale della Fnp Cisl catanese – mentre le risposte dei servizi socio-assistenziali e sanitari, locali e regionali, sono sempre insufficienti».

«Serve un welfare locale adeguato ai nuovi bisogni – aggiungono – e nuove linee guida in materia di politiche sociali, indirizzate a quelle fasce più deboli, singoli o famiglie di anziani ma anche di giovani sempre più in difficoltà». «Purtroppo trovano conferma i nostri timori – continuano – nel ritenere che la situazione ha bisogno di un livello di interlocuzione più attenta rispetto al passato. Ecco perché affidiamo al sindaco Bianco, anche nella sua qualità di sindaco metropolitano, l’onere di un confronto serio col territorio e con il fronte sindacale dei pensionati».

Per Giulio, Attanasio e Lombardo, poi, «lo stesso sindaco potrebbe far valere la propria autorità verso le istituzioni sanitarie locali per affrontare i gravi e irrisolti problemi, legati ai disagi vissuti dalla popolazione catanese e, soprattutto, dagli anziani, nei pronto soccorso e per le lunghe liste d’attesa per le visite specialistiche e diagnostiche strumentali. Una condizione che finisce per favorire o il ricorso alle strutture private o, peggio ancora, la rinuncia alla cura».

«Con nuovo governo regionale e con l’assessore Razza – concludono – dovrà essere affrontata la rivisitazione delle linee guida emanate del nuovo Piano socio-sanitario regionale, pubblicato nell’estate scorsa, sotto il governo Crocetta. Tale Piano, pur presentando alcuni contenuti condivisibili sul piano dell’innovazione e dell’attenzione alla persona, non indica alcuna forma di integrazione con il resto delle norme né chiarisce le fonti di finanziamento, se provenienti dall’ambito sanitario o sociale, con cui realizzare un fondo unico perrispondere a bisogni di salute, in modo ampio e complesso, dei cittadini».

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