Archivio

Per la riqualificazione sociale e culturale di Librino al via un Piano Nazionale di interventi – di Ornella Fichera

Approvata ieri dalla Giunta municipale catanese la delibera relativa alla partecipazione al bando per la predisposizione del Piano Nazionale per la riqualificazione socio-culturale delle aree urbane degradate.
Tutto pronto, dunque, per avviare i lavori di riqualificazione nel quartiere di Librino: secondo quanto indicato nel bando, i progetti dovranno essere costituiti da un insieme coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità urbana, ambientale e del tessuto sociale.
Ecco che saranno attivati cantieri per la ristrutturazione edilizia ed allo stesso tempo si punterà all’incremento dei servizi sociali ed educativi e alla promozione di attività culturali, didattiche e sportive.
Per l’attuazione del Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate sono stati stanziati 194.138.500 euro per il triennio 2015/2017. I primi di novembre il sindaco Enzo Bianco, insieme all’assessore all’Urbanistica e al Decoro Urbano Salvo Di Salvo e al presidente della circoscrizione Lorenzo Leone, aveva presentato, durante un’assemblea tenutasi a Librino, la bozza degli interventi relativi al ripristino di strade, parchi, orti botanici ed edifici.
Uno straordinario programma di recupero non solo di Librino ma anche di San Giorgio e dei quartieri vicini come il Villaggio Sant’Agata, Santa Maria Goretti, Vaccarizzo.
Nel progetto è inserito un programma che rappresenta uno degli elementi fondamentali del “Patto per Catania” che il Comune sta per sottoscrivere con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta della disponibilità di 300 milioni di euro, che potrà dare lavoro a centinaia di persone e riqualificare una parte importante della città.

«Si tratta – ha ricordato il sindaco Enzo Bianco – del più importante intervento di urbanizzazione secondaria su Librino dopo quello degli anni ’90 effettuato con i fondi Gescal. Oggi c’è un altro passaggio con una filosofia adeguata al tempo. Un investimento che rafforzi i soggetti aggregatori, specie quelli che già ci sono ed hanno dimostrato di funzionare. Innanzitutto le scuole, alcune strutture religiose cattoliche e non, e le associazioni di volontariato».

Per restare aggiornati sulle notizie si può seguire La Gazzetta Catanese.it anche su Facebook, cliccando qui.

In alto